Applicazioni della formazione a distanza. Il caso Cervellotik alla Social media week nell’education

La formazione a distanza si sviluppa a partire dalla necessità di liberare l’intervento educativo dai limiti imposti dall’esigenza della compresenza fisica sul luogo nel quale avviene l’intervento istruttivo. La sua diffusione e il suo sviluppo sono stati condizionati in maniera ragguardevole dall’evoluzione delle nuove tecnologie della comunicazione. Con l’espressione “Formazione a Distanza” (FaD), oggi si indica un metodo di insegnamento che utilizza quella famiglia di strumenti che vanno sotto l’etichetta di information and communication technology, capaci di incorporare significative porzioni del processo trasmissivo-informativo che fa parte del percorso formativo, e non semplicemente un metodo di insegnamento in cui la trasmissione delle informazioni avviene attraverso una comunicazione non faccia a faccia.
All’inizio del XXI secolo si assiste a una svolta interna al nuovo mondo che viaggia in rete, svolta nota con l’espressione web 2.0 che inizia a diffondersi intorno al 2004 lasciando intravedere un significativo cambiamento nel rapporto tra utente e rete, in ragione di un’accresciuta partecipazione attiva dell’utente. Il web 2.0 racchiude le applicazioni che si trovano nella rete Internet e fornisce all’utente la possibilità di interagire con i siti (forum, chat, blog, wiki, social network, ecc). Il Web 2.0, concede sia la possibilità di condividere che di modificare le informazioni e i contenuti. Gli utenti non sono considerati più soggetti “passivi” bensì “attivi”, in grado di produrre e realizzare servizi, diventando allo stesso tempo sia utente-beneficiario che consumatore. Nel web 2.0 la rete viene vista come risultato della collaborazione e della partecipazione tra tutti gli utenti e non spazio dominato da tecnici del settore. L’ibridazione e la semplificazione della tecnologia, la sua rapida diffusione e la relativa diminuzione dei costi conducono a una trasformazione degli utenti che sempre più si riconoscono come soggetti-autori all’interno di processi partecipativi. Internet è sempre meno uno strumento di accesso alle informazioni e sempre più un ambiente tecno-sociale da vivere e all’interno del quale, e per mezzo del quale, ridisegnare il proprio essere nel mondo. Il web 2.0 si riconosce quindi per la sua funzione di social networking e per la rilevanza che vengono ad assumere le acquisizioni che possono avvenire in contesti e modalità informali.
Per questa via, la tecnologia, con la crescente facilità d’uso garantita da interfaccia sempre più semplici da usare, rimane sullo sfondo, lasciando libero il campo alla riflessione circa la modalità didattica di approccio. Si delineano così ambienti e-learning in grado di offrire un contesto interattivo significativo, caldo e accogliente fra tutti i membri della comunità (docenti, tutor, allievi, gruppo classe), mediante strumenti didattici di taglio costruttivista capaci di indurre forme di auto-apprendimento nei partecipanti.
Il caso Cervellotick si sviluppa in questo nuovo spazio di possibilità creato dalle opportunità della rete applicate allo spazio dell’apprendimento informale e tra pari.
Cervellotik (http://www.cervellotik.com) è una piattaforma web che permette di studiare on line ed è progettata, costruita e gestita da studenti universitari per studenti universitari.
Cervellotik vuole diventare la piattaforma online di riferimento per gli studenti delle scuole superiori ed università e si caratterizza per le sue attività principali:
1. la Tutorship on line. Lo studente, durante le ore di studio a casa, può ricevere supporto accedendo semplicemente ai tool della piattaforma. Allo stesso modo per il cervellone, che può fornire il servizio comodamente da casa, senza spostamenti per raggiungere lo studente;
2. il servizio su misura in tempi rapidi con costi accessibili. Il paradigma della ricerca di un supporto nello studio viene ribaltato: non è lo studente che deve cercare una soluzione/spiegazione generalista in rete adattandola alla sua specifica esigenza ma, viceversa, si parte dall’esigenza dello studente per ottenere la spiegazione di qualità, in tempi rapidi e a prezzi contenuti rispetto alle normali ripetizioni
Cervellotik arriva sul mercato nei primi giorni di ottobre in versione beta pubblica. E senza alcun investimento in marketing, risultano iscritti circa 1000 utenti, 650 studenti e ben 350 cervelloni attivi provenienti da oltre 30 atenei italiani e competenti in 20 diverse materie con oltre 600 spiegazioni on line già erogate ed un primo fatturato iniziale derivante dalle spiegazioni erogate a pagamento.
Mentre il sistema di istruzione tradizionale continua a manifestare le sue difficoltà nell’incorporazione delle opportunità veicolate dal digitale all’interno delle pratiche didattiche, gli spazi di innovazione, contaminazione e sperimentazione che partono dal basso continuano ad intercettare l’interesse crescente di larga parte di quanti sono impegnati, a vario titolo, in percorsi di apprendimento formale, non formale e informale, imponendo un ripensamento critico sul paradigma educativo e il modello didattico-pedagogico ancora dominanti.

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di Stefania Capogna
Docente di Sociologia della comunicazione,
CdS in DAMS e Comunicazione digitale, Dipartimento DASIC

e Ivo Marino, Cervellotik