Asia-Pacific Maritime Security Initiative Act of 2016. Una proposta di legge USA per il sostegno agli alleati statunitensi nel Pacifico

Le esercitazioni navali compiute dalla Cina nella prima settimana di maggio mostrano la forte volontà di Pechino di mantenere alta tensione nell’area e gli sforzi per sostenere le rivendicazioni territoriali nel Mar Cinese Meridionale, crocevia vitale per le rotte commerciali dei paesi dell’area, Taiwan, Giappone, Corea e Australia tra agli altri. 

 

Già nel 2014 il presidente taiwanese Ma Ying-jeou, che terminerà il suo mandato il prossimo 20 maggio, aveva delineato le possibili soluzioni alla disputa riguardante le isole contese nell’arcipelago del Mar Cinese Meridionale nella International Conference on South China Sea Disputes and International Law, ricordando l’incontrovertibile appartenenza delle isole Nansha (Spratly), Shisha (Paracel), Chungsha (Macclesfield Bank) e Tungsha (Pratas) alla Repubblica di Cina. Un diritto non solo sancito dalla legislazione internazionale ma soprattutto legato a delle precise ragioni storiche e geografiche.

Il disegno di legge presentato a Washington è una risposta ai recenti avvenimenti nel Mar Cinese Meridionale, una proposta che mira a rafforzare gli equilibri nella regione attraverso la possibilità di un sostegno bellico agli alleati statunitensi, Taiwan e Filippine in primis. Ma è soprattutto il naturale prosieguo della proposta di pace lanciata dal presidente Ma Ying-jeou per cercare una soluzione ad una contesa che sta destabilizzando e minando la stabilità della regione da ormai troppo tempo.

Quattro senatori statunitensi, di cui tre membri del Senate Foreign Relations Committee (SFRC), hanno recentemente proposto un progetto di legge denominato “Asia-Pacific Maritime Security Initiative Act of 2016”. L’iniziativa ha l’obiettivo di implementare le capacità marittime di un paese o di una organizzazione regionale per rispondere alle continue minacce alla sicurezza nella regione dell’Asia Pacifico. Tra le varie azioni previste dal progetto di legge c’è l’autorizzazione per il trasferimento di strumenti per la difesa con il fine di aumentare la sicurezza marittima ed il controllo della situazione nell’area. Taiwan sarebbe inclusa all’interno dei paesi interessati secondo le disposizioni del disegno di legge. La legislazione statunitense recita che: “il presidente deve assicurare che il Governo degli Stati Uniti tratti ogni proposta di vendita di armamenti con Taiwan con gli stessi processi, procedure e tempistiche che adotta per le altre proposte di negoziazione di armamenti applicate per altri paesi, con l’inclusione della notificazione formale al Congresso con l’Arms Export Control Act”.

La motivazione del disegno di legge è incentrata sulle “provocazioni di Pechino nel Mar Cinese Meridionale”.  Azioni che, con le parole del Senatore democratico del Maryland Ben Cardin, uno dei promotori dell’iniziativa: “minacciano non solo la stabilità regionale ma anche il tradizionale interesse statunitense per il libero flusso del commercio, della libertà di navigazione e della pacifica risoluzione delle dispute legate alle leggi internazionali”.

Secondo il Senatore Brian Schatz, un democratico delle Hawaii: “le continue azioni cinesi per una rinegoziazione unilaterale dei confini marittimi della regione esacerbano i rischi di equivoci e conflitti”.

Schatz sostiene che “la nostra legislazione bipartitica costituisce una importante implementazione per coordinare i nostri sforzi diplomatici e militari in maniera da continuare a lavorare con i nostri partner e alleati in tutto il Pacifico per rafforzare il nostro impegno per la stabilità e la pace della regione”.

Il disegno di legge autorizzerebbe anche finanziamenti e attività di addestramento nella regione dell’Asia Pacifico con l’obiettivo di garantire la sicurezza marittima e la capacità di costruire e mantenere il livello di approvvigionamento militare delle Filippine allo stesso livello degli altri alleati statunitensi.

Richiederebbe inoltre alla amministrazione statunitense di “riferire e riportare annualmente alle apposite commissioni del Congresso sulla conformità” di ogni clausola rilevante per un periodo di cinque anni dall’entrata in vigore della legge.

Gli altri due promotori del disegno di legge sono Cory Gardner, un repubblicano del Colorado, e Robert Menendez, un democratico del New Jersey. Cardin, Gardner e Menendez sono tutti membri della Commissione Esteri del Senato.

Nella protesta contro la militarizzazione delle “inedite rivendicazioni territoriali nel Mar Cinese Meridionale” – in un chiaro riferimento alla Cina – i senatori sono pienamente allineati con la politica estera del governo.

Il vice segretario di Stato degli Stati Uniti Antony Blinken ha recentemente comunicato alla Commissione Esteri del Senato che la marina statunitense navigherà regolarmente nelle isole artificiali costruite dalla Cina nel Mar Cinese Meridionale, come riportato da una nota della Associated Press.

I senatori repubblicani del Comitato hanno riportato che tale libertà delle operazioni di navigazione entro le 12 miglia nautiche dalle isole artificiali dovrebbe divenire la modalità operativa di routine.

Blinken ha concordato con la dichiarazione del senatore Marco Rubio che l’obiettivo della Cina è quello di controllare l’intero Mar Cinese Meridionale e ha sostenuto che Pechino sta deliberatamente allontanando gli stati confinanti e mettendo a rischio la pace e la stabilità della regione, una modalità che può essere arrestata solo attraverso un diverso approccio di Pechino.

di Stefano Pelaggi

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