Codice Civile della Repubblica Islamica dell’Iran

Venerdi 26 giugno 2015, alle ore 10.30, presso la Sala della Biblioteca di Link Campus University, si terrà la presentazione del libro edito da Eurilink Edizioni:

CODICE CIVILE

DELLA REPUBBLICA ISLAMICA DELL’IRAN

Traduzione dal persiano di Raffaele Mauriello

 

Saluta

Prof. Adriano De Maio, Magnifico Rettore della Link Campus University

 

Introducono

Prof. Vincenzo Scotti, Presidente Fondazione Link Campus University

S. E. Jahanbakhsh Mozafari, Ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran presso il Quirinale

 

Intervengono

Ghorban Ali Pourmarjan, Direttore dell’Istituto Culturale dell’Ambasciata della Repubblica islamica dell’Iran – Roma
Piero Guido Alpa, Presidente Italian Bar Council, Professore Ordinario di Diritto Civile, Sapienza – Università di Roma
Mohammad Jalali, Professore Ordinario di Diritto Privato, Università di Shahid Beheshti – Teheran

Raffaele Mauriello, Postdoctoral Research Fellow Faculty of World Studies University – Teheran
Massimo Papa, Professore Ordinario di Diritto Privato Comparato e di Diritto Musulmano e dei Paesi Islamici,Tor Vergata – Università di Roma
Guido Sirianni, Professore Associato di Diritto Pubblico, Università degli Studi – Perugia

 

Conclude

Prof. Ortensio Zecchino, già Ministro dell’Università e della Ricerca, Docente di Storia del Diritto Medievale e Moderno

 

Per informazioni:

Chiara Scotti

c.scotti@unilink.it

 

Su iniziativa dell’Istituto Culturale della Repubblica Islamica dell’Iran a Roma, Eurilink, casa editrice dell’Università degli Studi “Link Campus” di Roma, ha pubblicato la prima traduzione dal persiano del Codice Civile Iraniano.

L’Istituto Culturale ha affidato la traduzione a Raffaele Mauriello, Dottore di ricerca in Civiltà islamica, storia e filologia presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza e Postdoctoral Research Fellow Faculty of World Studies University – Teheran, e la sua revisione al Prof. Massimo Papa, ordinario di Diritto privato comparato presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.

Di una tale traduzione se ne avvertiva la necessità da tempo da parte degli operatori del diritto italiani (avvocati, giudici, accademici e imprenditori) oltre che degli studenti e degli studiosi, vieppiù alle prese, per l’intensificarsi dei rapporti – giuridici e commerciali – con l’ordinamento iraniano del quale il Codice rappresenta un cardine fondamentale.

Il Codice civile dell’Iran è un corpo organico di disposizioni di diritto civile e di norme di diritto processuale di rilievo generale. Il Codice venne emanato a più riprese fra il 1928 e il 1935 ed è stato emendato diverse volte. La traduzione è stata compiuta tenendo conto dei più recenti emendamenti. Esso è uno dei pochi codici civili dei Paesi Islamici a essere strettamente ancorato alle fonti del diritto islamico e l’unico codice civile a osservare i principi del diritto sciita imamita. I membri delle commissioni sono stati in grado di inserire con successo le fonti del diritto imamita all’interno della moderna logica della codificazione di matrice europea, combinandole con gli aspetti più avanzati presenti nel codice francese e di altri paesi del continente. Dal punto di vista sostanziale, infatti, si registrano molte convergenze e parallelismi tra le soluzioni del diritto romano, soprattutto giustinianeo, le disposizioni di molti codici europei e le soluzioni del diritto islamico, soprattutto in materia di obbligazioni e contratti.

 

Il Codice consta di 1335 articoli ed è diviso in tre parti: Libro primo “Dei beni”, Libro secondo “Delle persone”, e Libro terzo “Delle prove nelle azioni”. I tre libri sono preceduti da un Preambolo che tratta della promulgazione, degli effetti, e dell’attuazione delle leggi in generale.

 

Un glossario bilingue persiano-italiano, contenente la grande maggioranza dei termini presenti nel Codice, costituisce un importante valore aggiunto di questo lavoro per i ricercatori di Islamistica e Diritto comparato.