| Nasce il CRAB - Centro Ricerche Antibullismo |
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Il CRAB non intende sostituirsi alle iniziative istituzionali attualmente in corso nella Provincia di Roma, ma si propone di essere un punto di ricerca e valutazione sociale, studiando la reale evoluzione del bullismo. Il CRAB non intende formare operatori, né fornire servizi di consulenza ma creare un patrimonio di conoscenze da condividere in rete. I promotori del CRAB sono la Link Campus University, il Centro Alfredo Rampi Onlus e l’Istituto Scolastico Tullio Levi Civita. Il CRAB è aperto alla partecipazione gratuita degli istituti scolastici e dei soggetti sociali ed istituzionali impegnati sul territorio che desiderino aderire. Il CRAB è completamente finanziato dalla Link Campus University. L’obiettivo è quello di diventare un riferimento per gli Istituti Superiori interessati a fronteggiare il fenomeno con responsabilità, trasparenza e professionalità. Si desidera consentire ai dirigenti scolastici, ai docenti e ai genitori appartenenti al CRAB di condividere le proprie esperienze e creare un patrimonio comune di conoscenze che consenta di non sentirsi soli nel compiere scelte utili a combattere il bullismo nelle sue molteplici forme di manifestazione. Disporre di dati aggiornati sugli aspetti quantitativi e qualitativi del fenomeno è il presupposto indispensabile per poter intervenire e progettare azioni mirate e coordinate. Possono aderire gratuitamente esclusivamente scuole superiori e soggetti pubblici o privati, interessati a studiare il fenomeno e a sostenere un’attività di diffusione delle conoscenze acquisite per prevenire e combattere i comportamenti “del bullo”, individuali e di gruppo (che degrada, in questo caso, nel funzionamento del “branco”). La prevenzione non è affatto un luogo comune nel caso del bullismo; il primo passo è acquisire gli elementi per riconoscere il fenomeno. Il bullismo, infatti, si manifesta attraverso una serie di campanelli d'allarme che possono essere identificati precocemente. Se non individuato per tempo o male interpretato, le difficoltà legate al bullismo possono accrescersi, lo sviluppo e l'integrazione sociale essere irreparabilmente compromessi, il funzionamento educativo dell’istituzione scolastica coinvolta inevitabilmente compromesso. Il bullismo può essere interpretato come un "problema sociale", la cui unica soluzione rischia di essere rintracciata nella punizione e nella repressione del comportamento aggressivo. Spesso sull'interesse del bambino e dell'adolescente, sembrano prevalere la questione della pericolosità e l'esigenza di controllo. L'Italia oggi è al terzo posto in Europa, dietro Gran Bretagna e Francia, nella diffusione del bullismo nelle scuole e le ultime ricerche sul campo confermano che il fenomeno è in costante aumento. In prima linea in questa lotta, accanto alle istituzioni, ci devono essere i genitori e la scuola. Gli interventi più efficaci sono risultati, ad oggi, quelli che hanno portato avanti politiche integrate tra vari soggetti. Per studiare il bullismo e condividere le buone pratiche che consentono di contrastarlo efficacemente creiamo il CRAB, Scuola, Università e associazionismo, uniti insieme dalla comune volontà di fronteggiare i fenomeni che compromettono i sistemi di convivenza civile della comunità educativa. |