Uno sguardo sulle prossime elezioni regionali in Calabria ed Emilia Romagna

Ancora aria di elezioni in Italia in questo 2014. Il prossimo 23 novembre, infatti, si svolgeranno le elezioni regionali in Calabria e in Emilia Romagna. Due Regioni accomunate dal recente passato caratterizzato dalle dimissioni dei precedenti governatori. L’ex presidente della Calabria Scopelliti si è dimesso dopo essere stato condannato in primo grado, come ex sindaco di Reggio Calabria, a sei anni di reclusione. L’ex governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani si è dimesso dopo essere stato condannato in primo grado per falso ideologico nell’ambito della vicenda Terremerse.

Due vicende che rendono ancora più delicate le due elezioni per l’elezione dei presidenti delle Giunte e dei Consigli regionali di Calabria ed Emilia Romagna. Elezioni che precedono quelle del 2015 in Veneto, Marche, Liguria, Toscana, Umbria, Puglia e Campania in cui la partita si giocherà, molto probabilmente, anche a livello nazionale, rappresentando un banco di prova importante per il premier Matteo Renzi.

D’altronde, soprattutto all’interno del Partito Democratico, i malumori iniziano ad affiorare. Ultimo dato significativo, da questo punto di vista, è quello relativo all’affluenza alle primarie che hanno designato Stefano Bonaccini come il candidato del Pd alla presidenza dell’Emilia Romagna. Alla chiusura dei seggi hanno votato 58.119 persone, poco più di un terzo dei 155mila che avevano partecipato alle primarie per i parlamentari del 30 dicembre 2012. Questo, in una regione dove i soli iscritti al Partito Democratico (ma le primarie erano aperte a tutti gli elettori del centrosinistra) sono più di 70mila.

Una situazione complicata che per essere compresa necessita di giusti strumenti, come quelli che fornisce il Corso di Laurea in Scienza della Politica e dei Rapporti Internazionali della Link Campus University. Un corso di laurea che si focalizza sullo studio delle dinamiche politico-istituzionali ed economico-sociali nelle società contemporanee e delle scienze diplomatiche. E che permette alle studentesse e agli studenti di analizzare e interpretare i sistemi politici contemporanei, approfondire le tematiche connesse ai processi di formazione e attuazione delle politiche pubbliche all’interno degli apparati amministrativi dello Stato e nelle istituzioni sovranazionali e, infine, di esaminare, con appropriati strumenti di analisi, i processi politici.