I fatti di Parigi e i mercati finanziari: la reazione delle borse

Parigi spaventa, ma non crea panico.
Se dovessimo scegliere una frase che sintetizzi al meglio la reazione dei mercati finanziari agli attacchi terroristici che venerdì scorso hanno colpito la capitale francese, la scelta migliore cadrebbe su questo.

I FATTI DI VENERDÌ SCORSO – L’attacco terroristico multiplo che il 13 Novembre scorso ha colpito Parigi, avviene a mercati di borsa chiusi a differenza degli attacchi statunitensi, spagnoli e londinesi. Non solo. Ma i fatti si svolgono a fine settimana ormai iniziato. Per sapere come i mercati reagiranno, ci vorranno due giorni: due giorni in cui gli investitori avranno il tempo di “digerire”, somatizzare gli eventi, le emozioni e le informazioni dettate da verificarsi dell’evento stesso.

LA RIAPERTURA DELLE BORSE – È forse per questo che seppur i mercati finanziari siano governati dalla “teoria del caos” col suo “effetto farfalla”, secondo cui sarebbe inimmaginabile che un evento tragico di queste dimensioni, non influenzi in qualche modo le borse globali, è anche vero che c’è questa volta tempo per gli investitori di reagire a questo attacco.
Le borse europee provano a reagire all’attacco terroristico che ha sconvolto Parigi. I listini, dopo un avvio negativo, girano tutti sopra la parità trainati da Londra (+0,6%). Anche il Cac 40, il principale indice della borsa francese, sale dello 0,2%.
Piazza Affari si porta vicino alla parità,sostenuta dai petroliferi Saipem (+1%), Tenaris (-0,9%), Eni (-0,9%) e da Unipol (+1,2%).

C’è voglia di normalità sarebbe da dire, anche nei marcati finanziari. Forse perché troppo spesso si dimentica che dietro la parola mercato, ci sono persone che compiono scelte, dettate anche da umori e valori.
Parigi spaventa, ma non crea panico.

di Elvira Anna Graziano

Docente di Economia degli intermediari, International corporate investment banking
Economia, Link Campus University