I nostri giovani: Edoardo Marconi (Studi Internazionali)

Edoardo Marconi si è laureato in Studi Internazionali (International Studies) a pieni voti. Ha lavorato per l’Union Mouvement Populaire (il partito di Sarkozy) come assistente al consigliere agli affari europei. Poi all’Institut des Hautes Studes de Defense Nationale ( IASD) nella sezione Unione Europea e successivamente per la Direction Generale de l’Armement (Ministero della difesa francese) nella direzione NATO – U.E. Oggi lavora presso il Parlamento Europeo per il Gruppo del Partito Popolare Europeo nella Commissione Affari esteri e sotto commissione Sicurezza e Difesa.

Quale è stato il valore aggiunto della Link Campus University per la sua formazione?

Parlando di valore aggiunto, devo dire che la Link Campus ha sicuramente contribuito in maniera determinante nel darmi una formazione più completa ed approfondita rispetto ad altre università. Il fatto di poter essere in classi con un numero ristretto di allievi mi ha permesso non solo di seguire con più facilità le lezioni ma soprattutto di approfondire le tematiche più difficili con più calma e concentrazione. Inoltre, questo ha permesso anche di avere un rapporto diretto con i docenti, cosa che rimane assai difficile anche in altre università private. L’ottima formazione di questi ultimi poi, almeno nel mio caso, è stata determinante sia nella redazione della mia tesi di Laurea che in seguito nella scelta vera e propria del mio cammino professionale. Se in questi due ultimi anni dalla laurea sono riuscito a fare delle ottime esperienze in campo internazionale, lo devo sicuramente anche alla Link Campus e ai suoi docenti.

Ha avuto difficoltà nell’inserirsi nel mondo del lavoro?

Faccio parte di quei laureati che si sono affacciati nel mondo del lavoro in piena crisi. Quindi devo dire che non è stato facile inserirsi nel mondo del lavoro e che per farlo ho dovuto seguire la via estera. Quello che posso dire però è che anche in momenti difficili come quello che stiamo vivendo, se ci dotiamo degli strumenti necessari e di una grande forza di volontà è possibile farcela! Perché, anche se a rilento, il mondo del lavoro continua a girare. Diciamo, quindi, che per riuscire e soprattutto rivalizzare con i nostri coetanei europei è importantissimo parlare più lingue in modo perfetto, sapersi aprire alle differenti culture, non esitare a spostarsi per trovare un impiego, capire in modo imperativo che il mondo è sempre più globalizzato e che non si può più pensare (salvo in alcuni casi) di rimanere statici, fermi nella propria città. L’importante è sapersi mettere in gioco e per fare questo una buona preparazione universitaria è ovviamente necessaria.

Quali, secondo Lei, sono le difficoltà dell’Europa a trovare un percorso stabile e comune e quali le difficoltà che incontrano i giovani?

Le difficoltà dell’Europa sono imputabili prima di tutto alla politica che non riesce a prendere decisioni comuni. Molto probabilmente, come ha detto recentemente Romano Prodi, la crisi economica sarebbe stata facilmente tamponabile se ci fossimo mossi tutti prima. La crisi va vista oggi come un’opportunità. Dobbiamo approfittarne per completare un percorso che porterà all’unità politica di tutta l’Europa perché dobbiamo capire che questa è l’unica via ipotizzabile se vogliamo che il nostro continente continui a giocare un ruolo di primo piano nel mondo di domani. Per quanto riguarda i giovani, le difficoltà che si incontrano maggiormente sono legate al confronto con il livello di studi e di formazione dei giovani degli altri paesi. Penso in modo particolare ai tedeschi, agli inglesi, ai francesi… in ambito internazionale capita molto spesso di trovare ragazzi di ventiquattro anni laureati con un master e che parlano correntemente 4 lingue. Ecco questa è la sfida maggiore, alzare il livello dei nostri studi e soprattutto dotarsi di un sistema che impedisca in tutti i modi il fuori corso. Per un giovane di oggi che vuole aprirsi alle sfide del mondo il tempo gioca un ruolo fondamentale nella riuscita della sua carriera.