Integrare i Fondi Strutturali ed i Fondi Europei per lo sviluppo del Paese

Seminario sui Fondi Strutturali svoltosi presso l’Università degli studi Link Campus University con la partecipazione di funzionari regionali, di Europe Direct ed esperti europei.

Roma – 25 settembre 2015 – Si è svolto ieri, presso la Biblioteca “Francesco Cossiga e Guido De Marco” dell’Università degli studi Link Campus University un seminario sui fondi strutturali e sui fondi europei destinato agli allievi di un corso di europrogettazione appena concluso ed aperto ad imprese, associazioni, agenzie di sviluppo ed enti locali.

Ha aperto gli interventi l’ing. Pasquale Russo, direttore generale dell’Università, che ha sottolineato l’importanza della progettazione europea non solo come una delle opportunità di finanziamento delle linee di ricerca dell’ateneo, ma anche, e soprattutto, come occasione di collegamento con il mondo esterno, le imprese, il mondo associativo, la società civile e le istituzioni.

A rappresentare il mondo istituzionale sono intervenuti il dr. Giorgio Pugliese, Dirigente dell’Area ‘Programmazione Economica’ della Direzione regionale ‘Programmazione economica, bilancio, demanio e patrimonio della Regione Lazio ed il dr Cristiano Zagari, Segretariato Generale della Regione Lazio, responsabile per i rapporti con gli enti locali, le regioni, lo stato, l’Unione europea. Cristiano Zagari ha sottolineato l’opera di recupero di credibilità svolta dalla regione Lazio in Europa perché “per la Regione, essere credibile per Bruxelles, e riceverne l’attenzione, è condizione fondamentale per poter difendere gli interessi degli stakeholders territoriali regionali”. Zagari ha sottolineato l’importanza di saper integrare i fondi strutturali ed i fondi europei come risorse che concorrono con quelle ordinarie per mettere a sistema le specificità regionali.

Giorgio Pugliese, esperto di politica di coesione, è arrivato alla regione Lazio, con un lungo bagaglio di esperienza di programmazione integrata dei fondi strutturali, dopo aver lavorato all’Osservatorio delle politiche regionali, alla Cabina di Regia Nazionale, ed essere stato Dirigente del Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione inizialmente presso Il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e, successivamente, presso  il Ministero dell’economia e delle finanze e il Ministero dello Sviluppo Economico.

Pugliese, che ha sottolineato che i fondi strutturali sono il supporto che il bilancio dell’Unione europea dà alle politiche di sviluppo messe in campo dagli stati membri, ha dichiarato che i conti sui fondi strutturali si fanno alla fine del programma quando la Commissione europea riconosce le spese effettuate a valere sui Fondi. “A meno che la regione non abbia a disposizione risorse proprie – ha detto – esiste il rischio che eventuali spese non riconosciute dalla Commissione, diventino per l’Ente un buco nel bilancio”. Secondo Pugliese non è vero che l’Italia non spende i fondi e, comunque, non lo fa in maniera molto diversa dagli altri paesi. Il problema è però quello di verificare l’efficacia della spesa ma, d’altra parte, non è mai stato verificato cosa si sarebbe verificato nei territori se non ci fosse stato l’apporto dei fondi strutturali.

Parlando del ciclo di programmazione regionale dei fondi strutturali, il dr, Pugliese ha detto di essere arrivato in regione portando con sé l’esperienza della programmazione unitaria in un momento favorevole, in cui il programma del Presidente Zingaretti, ad inizio mandato, rappresentava la “vision” della strategia di sviluppo. D’altra parte, però, mancavano le risorse e la regione era in deficit per 22 milioni di Euro.

In questo quadro, ai fini di utilizzare in maniera integrata tutte le risorse disponibili, il programma di Zingaretti è stato ridotto, attraverso un processo di concertazione territoriale, in circa 460 linee di intervento, ognuna delle quali agganciata ad uno degli 11 obiettivi tematici della strategia Europa 2020. Tra questi 460 interventi ne sono stati selezionati 45, proposti dalla giunta ed approvati dal consiglio con la sola aggiunta di 2 interventi che però non hanno cambiato la sostanza della programmazione.

In totale la regione Lazio ha programmato circa 4120 ml di Euro, di cui il 63% sono fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE) che si uniscono alle risorse regionali, ad altre risorse e per il 17,6% al Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) ex fondi FAS (Fondi per le Aree Sottoutilizzate).

Proprio quest’ultima cifra sta rischiando di compromettere in parte la programmazione della regione Lazio a seguito delle previsioni della legge di stabilità 2015 (Legge 23 dicembre 2014 n. 190 – art 1 – co 703) che avoca al centro la dotazione finanziaria del FSC per obiettivi strategici relativi ad aree tematiche nazionali, con riparto 80% delle risorse al sud e 20% al centro nord.

La regione a questo punto non può più contare sulla parte di FCS che era ripartita tra le regioni e non sa quanta parte delle risorse gestite centralmente ricadranno sul livello regionale.

La regione Lazio è stata tra le prime a vedere i suoi programmi approvati. Presentati entro il 23 luglio dello scorso anno, il Programma FSE è stato approvato a dicembre e quello FESR in febbraio. Come in molte altre regioni italiane invece ci sono problemi nell’approvazione del programma FEASR (solo 4 sono stati varati).

Secondo Pugliese a Bruxelles conta molto il peso dello stato nell’approvazione dei programmi ed il fatto di non avere un responsabile della politica di sviluppo e coesione di fatto indebolisce il paese. “Se non si riesce ad ottenere l’approvazione del programma FEASR prima della fine dell’anno Bruxelles potrebbe recuperare risorse per altre emergenze e la regione vedersi tagliato l’anno 2014”.

La seconda parte del seminario, che è stato coordinato dalla dott.ssa Elisabetta Trenta di SudgestAid, responsabile e docente del corso di Europrogettazione, ha analizzato alcuni programmi europei più indicati per la partecipazione degli enti locali e delle imprese.

La dott.ssa Adriana Calì, di Europe Direct, ha consigliato agli enti locali di approcciare il mondo dei progetti europei iniziando da programmi che siano più semplici degli altri, come Europa per i Cittadini o i progetti a piccola scala di Europa Creativa.

Europe Direct Lazio fa parte della Rete dei centri d’informazione Europe Direct (EDIC) e come tale è tra i principali strumenti utilizzati dall’Unione europea per fornire informazioni a cittadini, imprese, Enti Locali e Associazioni in merito alle Politiche comunitarie e ai Programmi di finanziamento a gestione diretta dell’Unione, per sensibilizzare il territorio di riferimento sulle principali priorità europee (soprattutto la strategia per la crescita “Europa 2020”) e per promuovere la cittadinanza attiva a livello locale e regionale.

L’Avvocato Roberta Mancia, parlando dei programmi per le imprese, ha evidenziato la difficoltà tutta italiana, di centrare l’obiettivo dei programmi, interpretando liberamente i bandi e quindi, di fatto, non rispondendo alle richieste della Commissione europea. E’ per questo motivo per esempio che ai bandi dello strumento Piccole e Medie Imprese hanno risposto soprattutto imprese italiane che però sono state le ultime per progetti approvati. Lo scarso risultato in termini di assegnazioni è stato dovuto al fatto che le imprese italiane, nel presentare le proposte innovative, non hanno tenuto conto del contesto in cui si trovano a competere che non è quello italiano, ma quello europeo e globale.

Un campo poco esplorato dalle imprese italiane è, secondo la relatrice, quello degli appalti pubblici europei ai quali partecipano pochissime imprese. E’ un mondo più “sicuro”, più “semplice” e con tantissime risorse a disposizione (28 mld di Euro nella programmazione 2014-2020).

A margine del seminario appare chiaro che l’attività di comunicazione e formazione sui fondi strutturali è ancora insufficiente per assicurare la capacità di assorbimento da parte del tessuto socio-imprenditoriale italiano e, in questo quadro, è indispensabile un’azione forte anche da parte del mondo universitario nella costruzione di una cultura della progettazione, tema sul quale Link Campus University è impegnata attivamente.