Intervento del Prof. Vincenzo Scotti all’inaugurazione dell’Anno Accademico 2011-2012

Pubblichiamo il testo dell’intervento del Prof. Vincenzo Scotti alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2011-2012 di Link Campus University.

Signor Presidente del Senato della Repubblica, Signore e Signori Membri del Parlamento, Magnifici Rettori, Autorità civili e religiose, Signore e Signori

questo è il tredicesimo anno che noi, docenti e studenti della Link Campus University, insieme alle autorità e agli amici, manteniamo viva l’antica tradizione dell’inaugurazione solenne dell’anno accademico.

La pur breve storia della Link Campus è segnata da costanti innovazioni, poco comunicate ma sempre presenti nei programmi di ricerca e di didattica, frutto dell’impegno della comunità accademica – studenti e docenti – e, soprattutto, della efficace cooperazione con eccellenti università internazionali europee e mediterranee, di cui alcune sono qui questa sera per la definizione di comuni programmi di ricerca e di comuni corsi di laurea nelle aree degli studi giuridici, strategici, diplomatici e di intelligence, di economia e di gestione delle imprese, di ingegneria dell’innovazione nel campo della sicurezza.

La guida per lo studente di questo anno accademico vi offre una idea dell’ampiezza e della complessità del lavoro accademico di una università internazionale che non vuole essere mera copia delle altre università del nostro sistema nazionale. In tal senso essa si avvale di una pluralità di lingue di insegnamento e riconosce un ruolo fondamentale alla metodologia comparatistica la quale consente di focalizzare la formazione dei giovani sia sulla connessione tra culture diverse sia sulla interdipendenza tra pubblico e privato. L’obiettivo è quello di preparare una classe dirigente che possa operare nei diversi sistemi e Paesi e nei due ambiti dando così ai giovani, come abbiamo positivamente sperimentato in questi anni, le possibilità vincenti nella mobilità del mercato globale.

Da questo punto di vista la Link Campus costituisce un ponte verso il cambiamento della nostra società. Una Università senza frontiere per rispondere alle sfide del cambiamento globale, particolarmente attenta alla lettura dei segni dei tempi nuovi: i grandi mutamenti planetari dei sistemi economici, sociali, politici e soprattutto culturali, l’evoluzione delle forme di organizzazione delle imprese del mondo globale e la nuova soggettività della “società civile”. Questa missione impegna i docenti a mantenere la didattica sulla frontiera della ricerca, a sviluppare un dialogo costante con gli studenti. che, nel corso di ogni anno accademico, apprendono un metodo di studio, di ricerca e di approfondimento. Lo stesso Induction Course è pensato per trasmettere loro un’adeguata metodologia di apprendimento che li aiuti nel semestre di studi all’estero e nello stage di lavoro. Siamo, dunque, tutti impegnati a dare agli studenti un metodo di studio e di lavoro – ricongiungendo il sapere e il fare – con l’obiettivo di rendere i giovani professionalmente in grado di integrare saperi scientifici differenti per poter affrontare e risolvere efficacemente i problemi del fare; tali innovazioni necessarie qualificano, particolarmente, la nostra offerta nel campo delle Lauree Magistrali e dei Master post-lauream.

Nel guardare alla guida per lo studente vorrei richiamare la vostra attenzione su alcune aree particolarmente innovative su cui la Link ha acquisito una particolare competenza; intendo riferirmi agli studi strategici e diplomatici che vedranno, da questo anno, la direzione di Franco Frattini e Michael Frendo, gli studi di analisi e intelligence che coinvolgeranno – tra gli altri – gli Ammiragli Battelli e Biraghi, i Generali Camporini e Jean, l’Ambasciatore Castellaneta, i Professori Savona, Lauro e Minniti.

Signor Presidente, la Società di Gestione della Link sta lavorando a completare le strutture e i servizi necessari alla vita di una effettiva “comunità” universitaria con la realizzazione di un Campus della dimensione di 14 ettari, dotato non solo delle attrezzature didattiche, della biblioteca, delle residenze per studenti e professori stranieri, ma anche delle attrezzature per la vita sociale e sportiva, compreso un teatro e spazi espositivi all’aperto.

Sapete, infatti, che parte integrante della Università è l’Accademia Internazionale di Arte Drammatica (Link Academy) diretta da Alessandro Preziosi che, in questo momento, è impegnato con un nuovo spettacolo (Cyrano) a cui partecipano sette studenti della nostra Accademia.

La Link Campus, inoltre, ha organizzato per i suoi ricercatori (docenti e studenti italiani e stranieri) una piccola ma molto vivace casa editrice, Eurilink Edizioni, e pubblica “Link Journal”, una rivista che sarà sempre di più la voce dell’intera comunità universitaria.

La realizzazione del Campus si accompagna ad un rafforzamento della Società di Gestione con un azionariato diffuso e aperto anche ai nostri docenti e studenti oltre che agli amici, tutti consapevoli che non possiamo contare su alcun sostegno pubblico anche per non intaccare le disponibilità degli altri Atenei non statali e non volendo, nel contempo, uscire da una scelta inderogabile no profit.

Contestualmente, abbiamo rivolto un invito ad importanti Fondazioni di ricerca per allargare la partecipazione alla Fondazione Link Campus, promotrice dell’Università. Vorrei fin d’ora ringraziare alcune delle Fondazioni che hanno accettato il nostro invito: la Fondazione De Gasperi, la Fondazione Rosselli, la Fondazione Biogem. Questo ci ha consentito di poterci avvalere del consiglio prezioso di Franco Frattini, Adriano De Maio, Riccardo Viale, Ortensio Zecchino, Giustina Destro, Paolo Naccarato e Marco Minniti.

La nascita e l’evoluzione della Link Campus è dovuta innanzitutto, come vedremo, alla lungimiranza del Rettore del tempo dell’Università di Malta, Roger Ellul Micalleff e di alcuni Presidi di Facoltà, all’impulso, al consiglio e al sostegno di due straordinari uomini di Stato, Francesco Cossiga e Guido de Marco, che noi consideriamo nostri padri fondatori, al lavoro di un gruppo di amici che, dando vita ad una Società di Gestione, hanno reso possibile il sogno di questa Università assumendosi il rischio; parlo in primo luogo di Vanna Fadini e di Pasquale Russo ma anche di una squadra di giovani, donne e uomini che, insieme a loro, non si risparmiano in nessun caso.

Lasciatemi dire che il miracolo della Link non soggetta a “nessun condizionamento”, è frutto solo dell’impegno libero di docenti e studenti; impegno reso possibile grazie all’intreccio tra progettualità accademica e forma giuridica.

La Link non nasce, come detto, per aggiungersi al già importante sistema universitario italiano ma per integrarlo come università a specifica vocazione internazionale. Infatti noi siamo nati alla fine degli anni ’90, quando i governi firmarono la convenzione di Lisbona, e precisamente l’11 aprile del ’97, con l’intento di favorire un processo di internazionalizzazione dell’alta formazione e così rispondere alle sfide dei cambiamenti planetari. Mentre si procedeva alla ratifica della Convenzione, il Parlamento italiano approvava, nel gennaio 1999, la prima normativa sulle filiazioni delle Università straniere operanti in Italia.

Proprio su sollecitazione dell’allora ministro degli Esteri di Malta, Guido De Marco, con il sostegno del Presidente Emerito Francesco Cossiga, con un gruppo di docenti universitari – con noi ancora oggi e presenti in questa sala e permettetemi di ricordare il caro amico Luigi Coccioli recentemente scomparso – concordammo con il Rettore della antica Università di Malta di aprire a Roma una filiazione di quell’Ateneo, per avviare la sperimentazione di una Università internazionale a Roma fortemente “finalizzata” a rispondere, in termini di formazione, alle domande del mercato.

Eravamo in attesa della normativa italiana sui requisiti che le Università straniere avrebbero dovuto possedere per consentire il riconoscimento dei titoli da essi rilasciati nel nostro Paese. Fu il Ministro Zecchino che, in base alla legge del 1999 sulle filiazioni, autorizzò a svolgere in Italia parte dei programmi accademici per gli studenti iscritti a Malta.

La Link Campus con Decreto 27 novembre 1999, ai sensi dell’art. 2 della Legge 14 gennaio 1999, n. 4, viene riconosciuta quale filiazione in Italia dell’Università di Malta. Come tale svolge in Italia parte dei corsi dell’Ordinamento Universitario della Università di Malta per studenti iscritti a tale Università: al termine del percorso formativo il titolo accademico viene rilasciato dall’Università di Malta.

Con Legge 148 dell’11 luglio 2002 l’Italia recepisce la Convenzione di Lisbona, 11 aprile 1997, che nella sezione VI punto 5 stabilisce che ogni Stato, per consentire il riconoscimento dei titoli rilasciati da Istituti stranieri operanti sul proprio territorio deve indicare i requisiti che gli stessi devono possedere.

Con D.M. 214 del 26 aprile 2004 l’Italia disciplina tale procedura indicando i requisiti che devono essere posseduti dagli Istituti stranieri affinché i titoli rilasciati ai propri studenti sul territorio italiano possano essere ammessi a riconoscimento presso le Università italiane ai sensi dell’art. 2 della citata Legge 148/2002.

La Link Campus avvia la procedura prevista dal D.M. 214. Ai sensi dell’art. 3 del suindicato decreto, il competente Ministero acquisisce i pareri del CUN, del CNVSU e del CRUL. Tale procedura è la stessa adottata per la emanazione da parte del Ministero del decreto di riconoscimento e autorizzazione a rilasciare titoli aventi valore legale di una Università degli Studi dell’Ordinamento Universitario Italiano. Acquisiti i pareri favorevoli richiesti dalla normativa, con D.M. 4 luglio 2007, la Link Campus University viene riconosciuta quale Università straniera operante in Italia, i cui titoli sono ammessi al riconoscimento presso le Università italiane.

Nel 2010, a seguito del D.M. 23 dicembre 2010, n. 50, la Link Campus University chiede di essere riconosciuta quale Università non statale legalmente riconosciuta dell’Ordinamento Universitario Italiano. Il Ministero competente attiva tutti gli atti previsti dalla procedura evidenziando a più riprese che trattasi dell’emanazione di un decreto che non istituisce un nuovo Ateneo, ma autorizza la trasformazione di un Ateneo straniero autorizzato a rilasciare titoli ammessi a riconoscimento in Ateneo non statale legalmente riconosciuto dell’Ordinamento Universitario Italiano. Con D.M. 21 settembre 2011, n. 374, del Ministro Gelmini, la Università Link Campus viene riconosciuta come Università non statale dell’Ordinamento Universitario Italiano.

Tale Decreto, registrato alla Corte dei Conti, viene pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 268 del 17 novembre 2011 ed è stata solo la lungimiranza e il rigore di tre Ministri – Zecchino, Mussi e Gelmini – che hanno consentito di aprire “un’importante esperienza di internazionalizzazione”. La Link Campus non verrà meno alla missione che ha portato avanti in questi tredici anni. Intende, con maggiore rigore, con più puntuale responsabilità con e nel rispetto delle leggi nazionali, portare avanti il lavoro di ricerca e di formazione non perdendo mai il suo carattere internazionale e la sua apertura alla collaborazione con le università italiane, in primo luogo con la Seconda Università di Napoli e il Suo Centro Jean Monnet, l’Università di Salerno, con l’Università di Roma Tor Vergata e la Sua Fondazione Ceis con la quale stiamo svolgendo numerose attività e, soprattutto, con gli Atenei dell’area euro-mediterranea e dell’America Latina.

La Link Campus ha una identità valoriale profonda ed una missione che sono a fondamento dei suoi programmi di ricerca e di didattica. Consentitemi di volgere lo sguardo indietro alla sera del lontano 29 novembre del 1999, quando coloro che consideriamo i due padri fondatori della nostra Università internazionale, il Presidente della Repubblica di Malta, Guido de Marco e il Presidente Emerito della Repubblica italiana, Francesco Cossiga, delinearono il nostro percorso e dichiararono aperto il primo anno di attività.

Cossiga e de Marco, insieme, vollero che la missione della Link attingesse il senso della sua ragione educativa da un insieme di riflessioni critiche sul Novecento; un tempo controverso, solcato da grandi tragedie, dallo scontro tra democrazia e totalitarismi, dalle guerre mondiali ma anche dalla vittoria della libertà e dalla rinascita dell’Europa accompagnata da uno straordinario sviluppo scientifico e sociale. In quella scelta c’era la consapevolezza che “la cultura non è asettica spettatrice degli eventi: anticipa e giustifica”. In tutto quello che è accaduto nel bene che abbiamo avuto e nel male che abbiamo sofferto, ci ricordarono i nostri due Maestri, la cultura europea ha avuto grandi e terribili responsabilità. E’ stata una certa cultura ad aprire la strada ai colonialismi, al razzismo, ai totalitarismi che lasciano una macchia nera nell’inventario del secolo. Ed è stata un’altra cultura, quella democratica riformista o liberale, di ispirazione laica o cristiana, a guidare il riscatto morale degli europei. La Link, i suoi giovani, i suoi docenti, i suoi amici non potevano che indicare nelle libertà il valore fondante della conoscenza e della scienza.

La “lectio magistralis” di Francesco Cossiga sui totalitarismi e sulla libertà racchiude per intero il significato della sua vita di cristiano, di liberale, di statista, di patriota, come si amava definire. “Ogni riflessione sul totalitarismo come ideologia e sui totalitarismi nella realtà storica produce un sentimento di profonda lacerazione nell’animo e nel pensiero di ogni uomo di oggi. Si tratta, cioè, di affrontare un paradosso insostenibile: il totalitarismo infatti, non è la negazione della libertà bensì è l’affermazione piena della libertà, così totale che non sopporta e non tollera altre libertà, la libertà degli altri. ….. perciò parlare di totalitarismi significa affrontare realtà che grondano sofferenze e sangue”. E concludeva “il totalitarismo è la scomparsa della differenza tra errore e peccato. Se confondiamo errore e peccato, la libertà muore. La libertà è anche libertà di sbagliare. Con la democrazia non si decidono i valori. Vincere le elezioni significa avere il diritto – dovere di governare, non di avere e imporre il torto e la ragione”.

Il Presidente de Marco, raccogliendo il senso profondo della riflessione del suo amico Francesco, ci ricordò che contro i totalitarismi antichi o risorgenti ci si può difendere ricorrendo soltanto ad una forte concezione liberale della democrazia che si realizza con la limitazione del potere attraverso regole condivise, per sconfiggere l’insidia della democrazia giacobina e totalitaria, su base messianica, che dà valore etico al potere.

Parlando da Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l’anno successivo da ministro degli Esteri di Malta, quella sera alla Link de Marco ripeté, con la sua voce ferma e suadente: “Freedom first and foremost. That was the solid platform on which citizens worldwide stood their ground whenever authoritarian regimes sought to erode democracy , human rights and the rule of law.”. Questa la pietra angolare sulla quale stiamo costruendo la nostra Università; la formazione dei nostri giovani per un umanesimo integrale si fonda proprio sui valori della libertà, della responsabilità, della coerenza tra il sapere e il fare, della eticità dei comportamenti, della solidarietà umana, del rispetto della legalità e dei diritti umani.

Per conservare ben forte la lezione sulla libertà dei nostri fondatori abbiamo chiesto alla signora De Marco e ai suoi figlioli, ad Annamaria e Giuseppe Cossiga di poter intitolare la biblioteca della Link Campus, il cuore dell’Università, a questi due nostri grandi Maestri perché i nostri studenti e docenti abbiano sempre presente le radici culturali ed umane della nostra Università e del nostro lavoro comune.

Una grande sintonia ha caratterizzato la esperienza umana di Francesco Cossiga a Guido de Marco. Due statisti euro-mediterranei, profondamente legati alle antiche isole mediterranee nelle quali sono nati, due raffinate menti giuridiche, due cristiani liberali legati alla grande figura di Thomas More, che – dietro loro sollecitazione – fu proclamato da Giovanni Paolo II protettore dei “politici”. Cossiga e de Marco erano profondi conoscitori della cultura europea ed atlantica ed erano consapevoli della dimensione mediterranea di questa cultura; erano uomini di una chiara e forte identità culturale e religiosa e proprio per questo erano uomini dell’incontro e del dialogo. Un misterioso disegno della Provvidenza li ha fatti tornare alla casa del Padre a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro.

Sulle loro figure e sul tempo in cui fu dato loro di vivere, la Link Campus, insieme ad altre Università ed Istituzioni prima tra tutte il Senato della Repubblica Italiana e il Parlamento di Malta, chiameranno studiosi e politici a riflettere nel corso di un seminario internazionale.

Signor Presidente, questa sera abbiamo voluto chiedere a Lei, all’Emerito Rettore De Maio, al “già” Ministro Gelmini alcune brevi riflessioni sulle responsabilità di una comunità accademica chiamata a far avanzare “il sapere e il fare” della nuova classe dirigente del nostro Paese, chiamata a fronteggiare le crescenti sfide di un cambiamento a cui ha concorso il risultato “del sapere e del fare” delle precedenti generazioni attraverso la loro ricerca scientifica e la trasmissione dei loro risultati.

Cari Amici, in conclusione vorrei ricordare e ringraziare il Santo Padre Benedetto XVI che nel corso dell’incontro con le Università romane del 15 dicembre scorso ha benedetto la targa della Link. Concludo ringraziando calorosamente ciascuno di Voi per avere accolto l’invito a partecipare a questa cerimonia e lo faccio a nome di tutti i colleghi che, in questo momento ed in attesa della costituzione degli organi statutari, fanno parte del Comitato Tecnico Ordinatore: a partire da Gianni Ricci che svolge le funzioni di Rettore, Sergio Zoppi, Uberto Siola, Claudio Roveda, Pierluigi Matera, Michele Pizzo, Ian Refalo e Joseph Mifsud. Ed infine lasciate che dica grazie a Vanna Fadini, a Pasquale Russo, ad Achille Patrizi, a tutto il corpo docente, agli studenti e alle loro famiglie e a tutto il personale tecnico-amministrativo che formano sempre più la comunità della Link Campus.