Isis, Isil, Is o Daesh? Questi i termini per definire i miliziani: quali sono le differenze?

Kirkuk ISIS Kampflinie - Panzer_photo CC_Enno Lenze_01Isis, Isil, Daesh o Stato Islamico. Tutto il mondo civilizzato è unito per combatterlo ma tutti  – in particolar modo i media – lo chiamano in modo diverso. Perfino Obama e il Segretario di Stato americano Kerry usano due definizioni diverse. Se aveva ragione Eraclito a pensare che il “logos” fosse l’essenza delle cose allora, forse, dovremmo metterci d’accordo. Da cosa nasce, quindi, questa confusione?

L’organizzazione terroristica di Al Zarqawi era stata fondata nel 1999 con il nome Jama’at al Tawhid wa al Jihad ma già nel 2004 – aderendo ad Al Qaeda – aveva cambiato nome. Unita ad altri gruppi si trasformò poi in Stato Islamico dell’Iraq e nel 2013 – espandendosi in Siria – aggiunse la sigla wash Sham (Levante o Grande Siria) da cui nacque quindi l’acronimo Daesh.

Cosa successe dopo? La proclamazione del Califfato volta ad affermare lo Stato Islamico come rappresentante di tutti i musulmani  ha portato al successivo cambio di nome, eliminando così i riferimenti geografici all’Iraq e alla Siria e trasformandosi in Dawlah al Islamiyah. Tutti questi continui cambiamenti hanno generato confusione anche perché le milizie del Califfato, in questi ultimi mesi, hanno vinto e perso diverse battaglie espandendosi e ritirandosi in un territorio che oggi fatichiamo ancora a circoscrivere con certezza.

Oltre a tutto questo vi è però anche un motivo “politico”, Isil vuol dire Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, Isis significa Stato Islamico dell’Iraq e della Siria e non vanno bene perché danno al gruppo terroristico un riconoscimento internazionale, peggio Is (Stato Islamico) poiché nell’acronimo vi è la legittimazione di stato islamico globale. Quale nome usare? Molti giornali, sia italiani sia internazionali, stanno iniziando a “imporre” con fatica Daesh. Già ma perché Daesh?

La risposta è semplice, Daesh significa letteralmente Stato Islamico dell’Iraq e del Levante ma è considerato derogatorio dai suoi membri perché in arabo suona come due parole che significano “colui che semina discordia o schiaccia col piede”. Insomma a loro non piace, quindi usiamo questo.

di Roberto Sciarrone

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