La Cina multietnica: il caso del Xinjiang e il popolo Uiguro

Il 5 febbraio 2015 alle ore 17,30, presso la Sala della Biblioteca, si tiene un incontro con Enver Tohti,  chirurgo oncologo, di etnia uigura.

Enver Tohti ha prestato la sua opera fino al ‘98 presso il Railway Central Hospital di Urumchi. Attualmente è esule a Londra e si batte per ristabilire le condizioni di coesistenza tra le diverse etnie in Cina.

 

Partecipano

Vincenzo Scotti
Presidente Fondazione Link Campus University

Luigi Sergio Germani
Direttore dell’Istituto Gino Germani di Scienze Sociali e Studi Strategici.

Anna Maria Cossiga
Antropologa, docente di Geografia Culturale, Link Campus University Roma

Vittorio Pagliaro
Scrittore, ricercatore, esperto in relazioni internazionali. Membro del Comitato Direttivo dell’Associazione Italia-Cina. Autore del libro “L’Islam in Cina e l’onda della primavera araba

 

Modera

Anna Mazzone
Giornalista, Rai1 Petrolio, Radio3 Mondo, Panorama.it

 

Per informazioni

ufficiostampa@eurilink.it 

06 40400266

Scarica la locandina

 

islam in cina

Durante l’incontro verrà presentato il libro
“L’Islam in Cina e l’onda della primavera araba” – Eurilink Edizioni.

Un libro sulla Cina, qualunque sia l’intenzione iniziale dell’autore, diventa inarginabile, trasversale e vasto come il soggetto di cui si scrive. Filosofia, Religione, Antropologia, Geopolitica, inevitabilmente si intersecano in uno scenario complesso e affascinante che rappresenta l’avventura umana. L’islam è arrivato in Cina attraverso percorsi impervi e sconosciuti, a dimostrazione che la geografia fisica non basta a impedire il contatto tra civiltà. La via della seta, i mercanti portatori di stili di vita diversi, poi l’incontro con le culture stanziali e nomadiche dei fiumi, dei deserti e delle steppe. L’islam in Cina, una proiezione che ci porta, di conseguenza, a definire l’identità del cinese, la natura territoriale della Cina mitica e storica. Ci induce a delineare i caratteri odierni di un continente formato da 56 etnie di cui 10 di cultura islamica (sostanzialmente sunnita) e una, la Han, maggioritaria, più o meno in grado di assimilare le altre, in un ibrido sistema politico-economico determinato dal partito comunista. Un macrocosmo che certamente contribuirà a disegnar l’atlante futuro delle relazioni umane e influenzerà le scelte di politica internazionale dell’Europa. La religione islamica, d’altro canto, condizionerà nei prossimi anni le scelte di politica interna e internazionale della Cina, soprattutto alla luce degli eventi che hanno caratterizzato la cosiddetta “primavera araba” e sotto il vento che spira dal nord Africa al Medio Oriente, nella direzione decisa dell’Eurasia, con presumibili conseguenze sui rapporti tra etnie musulmane cinesi e governo centrale. I musulmani cinesi hanno accolto con gioia la vittoria elettorale dei fratelli musulmani in Egitto, non tanto o non solo per affinità religiosa, ma soprattutto perchè è un evento che allevia, in una prospettiva di speranza, la condizione di isolamento percepita e la frustrazione per l’assenza di aspettative di riforma. Il dilemma della politica Han verso le aree occidentali islamiche: se il governo centrale e la nuova dirigenza emersa dal XVIII Congresso Nazionale, spinge sull’acceleratore del nazionalismo politico-economico, presta il fianco a scomposte reazioni sotto il generico vessillo della religione. Parimenti, se non investe sufficienti risorse nell’istruzione e lo sviluppo sociale, se non valorizza il contesto, può esporsi a pericolose ingerenze religiose e culturali esterne (sunnite e sciite) nell’educazione e la formazione dei giovani cinesi musulmani, con il rischio di avere presto in casa un campo di battaglia tra diverse fazioni politico-religiose. Una escalation di conflittualità che potrebbe minare la stabilità economica e addirittura mettere in pericolo l’autorità del governo centrale. Il dilemma cinese è infondo il nostro. Come colmare la lacuna tra noi e l’Islam? Forse rendendo omogenee e funzionali le differenze, piuttosto che a tutti i costi uguale la diversità?