LA LINK CAMPUS UNIVERSITY ALLA SOCIAL MEDIA WEEK. UNA RIFLESSIONE SULL’EVENTO “SOCIALINK”

Dall’8 al 12 giugno la città di Roma ha ospitato la Social Media Week, un evento che unisce più di 20 città del mondo e milioni di persone intorno alle idee, ai progetti e alle intuizioni relative al modo in cui i social media stanno cambiando la società ed in generale la cultura.

In un mondo in cui circa 3 miliardi di persone sono connesse tra loro attraverso i nuovi dispositivi digitali e Internet, il dibattito su come esse interagiscano, su come si strutturi l’organizzazione di un’impresa e sulle modalità in cui si sviluppino i processi di democratizzazione nella società apre nuovi quesiti e problematiche. In particolare: come i social media e le nuove piattaforme collaborative online permettono di “fare meglio” e “fare di più” rispetto alle tradizionali capacità? Fino a che punto essi danno forma ai contenuti veicolati e influiscono sui risultati? Quali sono, al contrario, i vincoli nell’utilizzo di questi strumenti e ciò che essi “non permettono più” di fare?

Questi interrogativi sono comuni a tanti ambiti e a diversi attori, in molti casi anche tradizionamente lontani dal settore delle ICT, i quali si trovano a gestire nuovi processi e nuovi fenomeni, dovuti proprio al nuovo modo di comunicare e interagire dettato dai social media. L’Università, in quanto “insieme di tutte le cose”, non può non tener conto di questi cambiamenti.

Proprio la naturale attitudine alla ricerca in diversi settori disciplinari, insita nella mission della Link Campus University, ha rappresentato il motore alla base dell’evento SociaLink – La Link Campus University alla Social Media Week, con cui l’Università ha partecipato alla Social Media Week, organizzando un’intera giornata di eventi. L’11 giugno, infatti, si sono svolti quattro incontri, ognuno dei quali dedicato ad un ambito applicativo e/o di ricerca che l’Università sta portando avanti. Nel corso dei singoli panel, ricercatori e docenti della Link Campus si sono confrontati con professionisti ed esperti dei diversi settori sulle principali opportunità, modalita e vincoli che riguardano l’applicazione dei social media e delle nuove piattaforme di comunicazione negli ambiti arte e teatro, politica internazionale, social innovation e digital fabrication, education e formazione.

Durante l’incontro Social Media Theatre & Storytelling è stata evidenziata la necessità di trovare un tessuto connettivo grazie al quale il teatro torni ad essere un bisogno culturale e sociale primario. Il teatro, infatti, pur essendo ormai diffuso capillarmente sul territorio, non partecipa più a livello macroscopico al dibattito socio-culturale. In questo contesto, è stato sottolineato come lo storytelling che nasce grazie all’utilizzo dei social media possa essere un’efficace risposta a questa problematica. Esso, infatti, non solo permette una relazione diretta tra le diverse categorie professionali che lavorano in questo settore, ma consente loro anche di raccontare all’esterno le proprie esperienze lavorative.

Il panel I Social Media nella Politica Internazionale ha posto l’attenzione sul ruolo dell’informazione nelle “nuove” aree di crisi, dove i social media sono impiegati sia come “vettori” per il consenso e la protesta, sia come strumenti a disposizione del lavoro dei giornalisti, ed ha evidenziato come tali processi avvengano secondo modalità diverse e con esiti differenti a seconda dei contesti.

Durante l’incontro I Social Media nella Social Innovation e nella Digital Fabrication si è discusso di come i social media, ma in generale tutte le tecnologie di comunicazione, offrano numerose possibilità al settore della social innovation. Essi consentono di individuare i bisogni sociali e di strutturare reti attorno a specifiche idee, che possono far emergere nuovi modelli di organizzazione nella società e nuove comunità territoriali o di scopo. La digital fabrication è un esempio di come la collaborazione tra soggetti diversi porti alla realizzazione di prodotti che hanno un considerevole impatto sociale.

Infine, il panel I Social Media nell’Education si è occupato di come le tecnologie dell’informazione e della comunicazione trasformino le modalità di “fare scuola”, portando il modello della reticolarità e dell’intertestualità, tipico della comunicazione in rete, ad un confronto sempre maggiore con il tradizionale modello lineare e testuale rappresentato dal libro di testo.

Al di là della diversità delle tematiche scelte e del principale fil rouge che ha unito i quattro incontri (rappresentato per l’appunto dai social media), l’evento ci ha permesso di evidenziare come ambiti disciplinari apparentemente lontani siano in realtà profondamente legati. Innanzitutto, essi si confrontano attualmente con possibilità e problematiche simili, se non identiche. Collaborazione e partecipazione sono state, infatti, alcune delle parole chiave comuni a tutti gli incontri: il contributo di ogni soggetto coinvolto nelle diverse reti (di imprenditori sociali, di professionisti dello spettacolo, di professionisti e fruitori dell’informazione, di discenti e docenti, etc.) è considerato non solo come un elemento possibile, ma anche auspicabile.

Ad un secondo livello, l’evento SociaLink è stato un’opportunità per pensare i diversi settori disciplinari dell’Università secondo un approccio sistemico. Ciò vuol dire che le varie discipline, partendo dai punti di contatto reciproci o immaginando che questi ci siano, possono collaborare efficacemente tra loro per pensare e costruire nuove soluzioni a nuove sfide sociali. La complessità che caratterizza la contemporaneità impone oggi di considerare l’interazione tra singole unità di un sistema come un aspetto imprescindibile non solo per l’analisi del contesto, ma anche per l’identificazione delle risposte più adatte a tali sfide. Risposte che, nella maggior parte dei casi, sono impredicibili se si parte da un approccio “unidisciplinare”. Tale strategia consente, quindi, di creare collaborazioni e modelli di organizzazione che portano a far emergere nuove proprietà all’interno dei sistemi, le quali a loro volta si traducono per l’Università in nuove opportunità di ricerca e applicative.

A questo proposito, il Professor Carlo Maria Medaglia, Direttore del Dipartimento Ricerca della Link Campus University e Direttore Scientifico del Centro di Ricerca DASIC, intervenuto nel corso dell’evento, ha sottolineato l’esigenza di considerare la Link Campus non solo come un centro per riflettere sulle opportunità offerte dai social media e dalle nuove piattaforme online di collaborazione, ma anche come una possibilità per sperimentare i risultati della collaborazione tra ambiti e settori disciplinari solo apparentemente lontani. L’obiettivo è, infatti, quello di costruire insieme percorsi formativi coerenti con tale assunto.

di Antonio Opromolla