LCU forma i campioni dello sport internazionale

Il biglietto da visita di un ex studente? L’Università dove ha studiato, cos’altro. E se sono poi gli ex studenti a inorgoglire l’ateneo di provenienza portando il proprio titolo accademico in ambienti di prestigio, allora tanto meglio per entrambi. Il rapporto diventa in questi casi a doppio senso, per il fatto che gli attori coinvolti si danno importanza a vicenda e ci guadagnano in due.

Come ciò accade fra la nostra Università e illustri avvocati, professori, intellettuali, così avviene anche per atleti di livello nazionale e internazionale che portano la Link Campus niente meno che sui campi di gioco. In che modo? Applicando le nozioni apprese al nostro MBA in diritto e management dello sport alle rispettive carriere agonistiche.

Alcuni di loro, flessibili nel corpo e nella mente, sono atleti ansiosi di bruciare il proprio record in pista o in vasca, ma che non trascurano gli aspetti culturali del vivere una vita ricca di coppe, medaglie, numeri importanti, tempi supplementari, ferro, magnesio, vitamine, lattacido, carboidrati sì, carboidrati no, bibite isotoniche, piacevolissime endorfine e soddisfazioni annesse. Altri, un po’ più anziani dei precedenti e un po’ meno flessibili in senso prettamente corporeo, iniziano a dedicarsi agli aspetti manageriali del professionismo sportivo: perché stare dall’altra parte è il naturale prosieguo di un percorso che si è intrapreso in primissima giovinezza. E poi, fra gli iscritti a questo MBA, si trovano anche atleti pluri-laureati e semplici appassionati di sport, con il pallino del manager e del cultore in materia.
Insomma, alla Link l’eterogeneo è di regola, ma con il comune denominatore della voglia di studiare con profitto e per un fine preciso: quello d’inserirsi con successo nel mondo del lavoro, o di arricchire la propria professionalità con un titolo importante e qualcosa in più. Perché all’MBA in diritto e management dello sport non solo si acquisiscono quelle nozioni che tutte insieme formano una seria cultura professionale, ma si va anche a imparare sul campo (in tutti i sensi, dato che di sportivi si tratta): gli studenti hanno infatti diritto a perfezionare il percorso formativo con uno stage (talvolta retribuito) presso le più importanti istituzioni e federazioni sportive nazionali e internazionali aderenti al master. Tanto per fare qualche esempio: DELOITTE, FIH, FIG, FIP, CONI REGIONALE, SISAL, CMAS, LIBERTAS. Come dire, nomi e numeri ci sono, i posti liberi anche.

E siccome noi della Link Campus siamo eternamente indebitati con il riscontro, senza il quale perderemmo metà della soddisfazione nel nostro lavoro, abbiamo pensato bene d’intervistare i nostri studenti: inviato un giornalista a lezione, abbiamo raccolto i pareri spassionati di chi l’MBA in diritto e management dello sport lo sta seguendo dai banchi dell’Aula 1A.

INTERVISTE

A rompere il ghiaccio con il microfono è stata Federica Vitale, nuotatrice in forza al Circolo canottieri Aniene e alla Nazionale nuoto di fondo, medaglia d’argento ai mondiali di Montreal del 2005 e medaglia di bronzo ai mondiali di Roma del 2009. Alta, magra, bionda, con i capelli lunghi e le spalle larghe, un occhio al presente e uno al futuro, sostiene che “la preparazione culturale in un atleta è importante soprattutto quando si abbandona l’attività sportiva professionale per dedicarsi a ciò che si vuol fare dopo. Seguo questo master in diritto e management dello sport pensando al mio futuro lavorativo. Studiare è importante anche per praticare bene il proprio sport: ti apre la mente, allena il cervello accanto ai muscoli”.

Matteo Cavagnini fa pallacanestro in carrozzina da 20 anni, ed ha le braccia che ci potrebbe stritolare un orso bianco. Si allena alla Santa Lucia Sport Roma, ha vinto 3 Campionati d’Europa con la maglia azzurra, partecipato ad Atene 2004 e si sta preparando per Londra 2012. Ha sostenuto ben 2 mondiali con il club di appartenenza, vinto la Coppa Italia la settimana scorsa: ha fatto praticamente tutto, gli manca solo la Coppa Campioni. Ma non preoccupatevi, la sta preparando per la settimana prossima.
L’MBA in diritto e management dello sport è per Matteo l’occasione per mettersi in discussione: “Dopo vent’anni passati sul campo di basket voglio capire cosa c’è dalla parte opposta della scrivania, come funziona lo sport dal punto di vista amministrativo. Non dico che la preparazione culturale sia fondamentale in un atleta, però soprattutto ad alti livelli ti aiuta a capire i meccanismi federali, certe scelte che vengono fatte dall’alto e che molte volte i giocatori non comprendono. Diciamo che lo studio mi sta dando parecchie risposte”.

Sono Giuseppe Carella e provengo dall’atletica leggera. Ho quarant’anni, per cui la mia attività agonistica è quasi terminata. Ho praticato discipline legate al mezzo fondo e al fondo successivamente, ho partecipato alle più grandi maratone internazionali. Ho girato il mondo grazie a questa attività.
Attualmente opero all’interno di un gruppo sportivo militare, dato che al mio impegno agonistico ha fatto seguito negli anni la vocazione di tecnico. Per questa ragione non ho rinunciato alla formazione culturale. Vivere lo sport a 360 gradi è la cosa che più m’interessa in questo momento della mia vita: sono attratto dagli aspetti manageriali dello sport, ed è per questa ragione che mi sono iscritto all’MBA in diritto e management dello sport”.

“Sono Davide Riccardi, pratico canottaggio da quasi 15 anni, faccio parte del gruppo sportivo delle Fiamme oro della Polizia di Stato, sono in Nazionale da circa 10 anni, al momento sono nella Nazionale pesi leggeri, ho vinto il Campionato del mondo under 23 nel 2008, sono al momento vice-campione in carica 2011. I prossimi obbiettivi sono i Mondiali di Plodiv in Bulgaria del primo agosto; la preparazione al momento è in fase avanzata, e comunque si concilia bene anche con la frequenza part-time del master qui alla Link.
Poter frequentare questo master per me come atleta significa una grande opportunità, perché comunque ci rende partecipi del mondo sportivo sotto un’altra ottica, oltre che come atleti anche dal punto di vista manageriale. Insomma, ci fa capire cosa sia lo sport nel suo insieme. Tra l’altro, in virtù degli studi che ho fatto in relazioni internazionali, questo mi rende un quadro più ampio della mia principale passione, che è anche un lavoro per me, che è lo sport. Credo  che l’aver istituito una serie di borse di studio per atleti di un certo livello sia un grande segno di volontà d’integrare l’atleta per una futura carriera lavorativa, e spero di poter ricambiare con il mio entusiasmo questa fiducia della Link, che al momento mi sta dando tanto in termini di know-how
”.

Claudia Tosi, vengo dalla Federazione Italiana Vela, ho interrotto da qualche anno l’attività professionistica.
Ho vinto il campionato del mondo classe optimist nel 1992 e nel 1993, nel 1995 ho conseguito la medaglia di bronzo al mondiale ISAF, ossia della Federazione Internazionale Vela. Adesso sto riconvertendo la mia carriera agonistica in qualcosa di professionale. Ho la laurea in scienze politiche e mi occupo di diverse cose: sono fra l’altro consigliere federale nella Federazione Italiana Vela.
Trovo molto interessante questo master, soprattutto per il valore dei suoi docenti. In particolare nel modulo giuridico abbiamo potuto toccare con mano personaggi che, sebbene per noi siano docenti, usciti da questa porta sono gli attori principali  del diritto dello sport a livello nazionale. Ciò li rende non esclusivamente ‘didattici’, ma soprattutto concreti nelle situazioni giuridiche che si discutono a lezione
.

 

Massimiliano Mazzucchi è un tuffatore della Federazione Italiana Nuoto. Pratica questo sport dall’età di 7 anni. Oggi di anni ne ha 31, e la soddisfazione di aver raggiunto grandi risultati alle Olimpiadi di Sidney come a quelle di Atene, e in vari mondiali e campionati europei. E nel frattempo ha anche studiato, laureandosi in economia.
Ho iniziato questo master per migliorare sia dal punto di vista tecnico-sportivo che da quello culturale. Lo studio nella vita è fondamentale, non si può fare solo sport. Sono sempre meno gli sportivi che riescono a raggiungere determinati risultati solamente con l’attività sportiva: ecco perché bisogna coniugare le due cose, sia a livello di formazione liceale che accademica. Il master che sto seguendo qui alla Link è uno dei pochi davvero inerenti allo sport in generale e al management dello sport in particolare. Questo master permette a noi sportivi di dare un ulteriore sviluppo alla nostra carriera”.

Laurant Ottoz è da otto anni consigliere nazionale della Federazione Italiana Atletica Leggera, ed è responsabile della preparazione olimpica delle Fiamme Gialle. Ha terminato la sua carriera di professionista dell’atletica leggera 3 anni fa, dopo più di vent’anni consecutivi di maglia azzurra. Fra i suoi risultati più importanti ci sono due semifinali ai giochi olimpici, 110 ostacoli a Barcellona nel 1992 e 400 ostacoli ad Atlanta nel 1996. Ha vinto una Coppa Europa e detiene attualmente la miglior prestazione mondiale nei 200 metri a ostacoli. Ha raggiunto tutti i record italiani nel percorso a ostacoli in tutte le discipline. Ricordiamo anche un paio di finali ai Campionati Europei.
Ritengo importantissimo  che un atleta, parallelamente all’attività sportiva, porti avanti anche una formazione che lo prepari al mondo del post-carriera. A meno che non si pratichi uno sport da cui derivino entrate rilevanti, gli atleti sono obbligati ad affrontare anche il mondo del lavoro, che è ben differente da quello dello sport.
L’MBA in diritto e management dello sport è per quanto mi riguarda un ultimo step della mia formazione universitaria. Ho già quattro lauree, ma questo master è ciò che più mi serve a coniugare tutto il mio percorso, riunendolo in ciò che intendo realizzare per il futuro.
Adesso stiamo seguendo il secondo modulo di diritto. Già nel primo si è fatta un po’ di luce sui limiti e sulle aperture al mondo dello sport da parte dell’Unione Europea.
Questo master ci ha già dato parecchio, ma si propone di darci molto anche in futuro, nelle varie opportunità legate allo stage che siamo liberi di scegliere”.