Linee strategiche – 05/10/2014

Nell’auspicio di fare cosa gradita, inoltro la newsletter dell’informazione strategica, The Global Eye; è una selezione di analisi tratte dal sito Linee strategiche (a narrative of global complexity).
News:

 
– (Brasile) Brazilian Presidential Election: Dilma Rousseff Is Tough Sell Against Marina Silva’s Popular Standing (Juliana Moraes-Pinheiro, Juan Acosta, Eurasia review – COHA), http://www.lineestrategiche.org/news/brazilian-presidential-election-dilma-rousseff-is-tough-sell-against-marina-silvas-popular-standing-juliana-moraes-pinheiro-juan-acosta-eurasia-review-coha-/
– (Corea) Top North Korean Officials Make Surprise Visit to South Korea (Zachary Keck, The Diplomat), http://www.lineestrategiche.org/news/top-north-korean-officials-make-surprise-visit-to-south-korea-zachary-keck-the-diplomat-/
– (Eurasia) Estonia: Doomed Without Russia (Pyotr Iskenderov, Strategic Culture Foundation), http://www.lineestrategiche.org/news/estonia-doomed-without-russia-pyotr-iskenderov-strategic-culture-foundation-/
– (Ghana) Gloomy Outlook For Ghana: Where Gold Does Not Shine Anymore (Vikram Mansharamani, Eurasia review – YaleGlobal Online), http://www.lineestrategiche.org/news/gloomy-outlook-for-ghana-where-gold-does-not-shine-anymore-vikram-mansharamani-eurasia-review-yaleglobal-online-/
– (Globale) Crude Delivered By Rail Continues To Supply US West Coast Refineries (Eurasia review – EIA), http://www.lineestrategiche.org/news/crude-delivered-by-rail-continues-to-supply-us-west-coast-refineries-eurasia-review-eia-/
– (Globale) International Relations In A Time Of Accelerating Dynamic Instability (Lawrence Husick, Eurasia review – Foreign Policy Research Institute), http://www.lineestrategiche.org/news/international-relations-in-a-time-of-accelerating-dynamic-instability-lawrence-husick-eurasia-review-foreign-policy-research-institute-/
– (Globale) 6 Must-Read New Books for Fall 2014 (Zachary Keck, The Diplomat), http://www.lineestrategiche.org/news/a6-must-read-new-books-for-fall-2014-zachary-keck-the-diplomat-/
– (Iran – Arabia Saudita) Iran And Saudi Arabia: Past And Future (Hamid Reza Kamali, Eurasia review – Iran review), http://www.lineestrategiche.org/news/iran-and-saudi-arabia-past-and-future-hamid-reza-kamali-eurasia-review-iran-review-/
– (Medio Oriente) I drusi, i non allineati alla ricerca di un ruolo (Mario Arpino, AffarInternazionali), http://www.lineestrategiche.org/news/i-drusi-i-non-allineati-alla-ricerca-di-un-ruolo-mario-arpino-affarinternazionali-/
– (Sudafrica – Global) South Africa Response To Conflict Must Be Astute (Elizabeth Sidiropoulos, Eurasia review – SAIIA), http://www.lineestrategiche.org/news/south-africa-response-to-conflict-must-be-astute-elizabeth-sidiropoulos-eurasia-review-saiia-/
– (Ungheria – Russia) Hungary to Increase Russian Gas Supplies (Pyotr Iskenderov, Strategic Culture Foundation), http://www.lineestrategiche.org/news/hungary-to-increase-russian-gas-supplies-pyotr-iskenderov-strategic-culture-foundation-/
 

 

Buona lettura, con cordiali saluti.
 
Marco Emanuele
 
 
twitter: @ComplexInWorld. I miei tweet:
 
3 ottobre 2014:
 
– Solo il dialogo delle conoscenze permette di conoscere la realtà
– La disabitudine al pensiero critico fa degenerare la condizione umana. Ci ritroviamo eterodiretti e non dialoganti. Sommatoria di precari
– La degenerazione più grande è nel mancato ripensamento del pensiero. Agiamo, precari, nella fragile certezza delle nostre certezze
– Un pensiero politico non problematizzato è solo tattica, dominio, guerra
– Il mondo esiste nel pieno di una politica imprigionata nella sua linearità. A quando il ritorno alla vita ?
– Si parla del distacco della politica dalla vita. Ma la politicità ci appartiene, è la nostra direzione naturale. Camminiamo senza un dove
– Il pensiero lineare deforma, il pensiero complesso forma alla globalità della vita
 
4 ottobre 2014
 
– Formare alla reintegrazione delle due culture è ricercare globalmente, cogliere, accogliere, comprendere, com-prendere la realtà
– Il vero cambiamento è rottura del luogo comune e ricostruzione del profondo legame progettuale della realtà. Chiede capacità, non slogan
– L’Università ha il dovere di formare all’incertezza, al dubbio, al dialogo, al pensiero critico, alla vita. Il resto è solo tattica per esistere
– Il risultato di una formazione lineare è di avere iper-specialisti non in grado di immaginare soluzioni complesse alle sfide della vita
– Una formazione complessa potrebbe consegnare alla storia persone in grado di governare il cambiamento, rigenerandolo
– Nel pensiero complesso la ricerca è riappropriazione delle interrelazioni presenti nella realtà, dialogo nella Conoscenza
– La nostra responsabilità di persone è di calarci fino in fondo nelle infinite pieghe della condizione umana. Zone d’ombra e zone di luce
 
 
 
 
 
 
– Gian Guido Vecchi, Corriere della Sera del 4 ottobre 2014: Francesco ripeteva giorni fa: “Fanno dolore i bizantinismi teologici davanti a un’umanità ferita. Dobbiamo uscire ! Perché la Chiesa sembra un ospedale da campo: il primo lavoro è curare le ferite. Il dosaggio del colesterolo verrà dopo. E’ chiaro ?”
 
– Adriana Cerretelli, Sole 24 Ore del 4 ottobre 2014: “Tra Francia e e Germania vogliamo stabilire rapporti su una base completamente nuova, orientare quello che ci divideva, le industrie belliche, verso un progetto comune a beneficio dell’Europa, che così ritroverà nel mondo il ruolo eminente che i conflitti interni le hanno fatto perdere. E’ una proposta politica e morale che vorremmo realizzare senza preoccuparci delle difficoltà tecniche” (giugno 1950, Jean Monnet a Konrad Adenauer)
 
– Edith Stein, Una ricerca sullo Stato (Città Nuova):
– Dove funzioni e istituzioni pubbliche sono diventate preda di interessi privati, là sono recisi i legami vitali dello Stato, anche se, osservato dal di fuori, esso sembra esistere (eventualmente perché gli interessi privati coincidono fortuitamente con quelli degli individui che ne curano l’amministrazxione)
– Secondo l’idea elaborata dalla democrazia l’esistenza dello Stato è garantita nel modo più valido; ma le esigenze che essa pone alla comunità dei cittadini – commisurate alla qualità media degli individui – sono tanto grandi che la loro realizzazione risulta sempre molto improbabile e proprio in questa forma di organizzazione statale il pericolo di degenerazione è presente in massimo grado