Linee strategiche – 06/10/2014

Nell’auspicio di fare cosa gradita, inoltro la newsletter dell’informazione strategica, The Global Eye; è una selezione di analisi tratte dal sito Linee strategiche (a narrative of global complexity).
 
News:
 
– (Cina – India) Chinese FDI In India: Will It Augment Bilateral Relations? (Bhartendu Kumar Singh, Eurasia review – IPCS), http://www.lineestrategiche.org/news/chinese-fdi-in-india-will-it-augment-bilateral-relations-bhartendu-kumar-singh-eurasia-review-ipcs-/
– (Eurasia) Transatlantic Solidarity: Connivance at Blackmail. Differences between Russia and EU (Olga Shedrova, Strategic Culture Foundation), http://www.lineestrategiche.org/news/transatlantic-solidarity-connivance-at-blackmail-differences-between-russia-and-eu-olga-shedrova-strategic-culture-foundation-/
– (Eurasia)  Europe Awaits a Bitter Winter’s Tale (Finian Cunningham, Strategic Culture Foundation), http://www.lineestrategiche.org/news/europe-awaits-a-bitter-winters-tale-finian-cunningham-strategic-culture-foundation-/
– (Globale) WWI Analogies: Missing the Role of Culture (Kadira Pethiyagoda, The Diplomat), http://www.lineestrategiche.org/news/wwi-analogies-missing-the-role-of-culture-kadira-pethiyagoda-the-diplomat-/
– (India) The Foreign Policy Of Narendra Modi (Jayantha Dhanapala, Eurasia review – IDN), http://www.lineestrategiche.org/news/the-foreign-policy-of-narendra-modi-jayantha-dhanapala-eurasia-review-idn-/
– (India) Modi’s Tale of Two Visits: Drama in One, Pragmatism and Continuity in the Other (Alyssa Ayres, The Diplomat), http://www.lineestrategiche.org/news/modis-tale-of-two-visits-drama-in-one-pragmatism-and-continuity-in-the-other-alyssa-ayres-the-diplomat-/
– (ISIS) ISIL, US intervention and the rise of the Iranian model (Seyed Mohammad Marandi, Al Jazeera), http://www.lineestrategiche.org/news/isil-us-intervention-and-the-rise-of-the-iranian-model-seyed-mohammad-marandi-al-jazeera-/
– (Israele – Palestina)  Israel-Palestine conflict: A turn in western thinking? (Richard Falk, Al Jazeera), http://www.lineestrategiche.org/news/israel-palestine-conflict-a-turn-in-western-thinking-richard-falk-al-jazeera-/
– (USA) US Secret Service is broken: How can we fix it? (Martin Reardon, Al Jazeera), http://www.lineestrategiche.org/news/us-secret-service-is-broken-how-can-we-fix-it-martin-reardon-al-jazeera/
 

 

Buona lettura, con cordiali saluti.
 
Marco Emanuele
 
 
twitter: @ComplexInWorld. I miei tweet:
 
3 ottobre 2014:
 
– Solo il dialogo delle conoscenze permette di conoscere la realtà
– La disabitudine al pensiero critico fa degenerare la condizione umana. Ci ritroviamo eterodiretti e non dialoganti. Sommatoria di precari
– La degenerazione più grande è nel mancato ripensamento del pensiero. Agiamo, precari, nella fragile certezza delle nostre certezze
– Un pensiero politico non problematizzato è solo tattica, dominio, guerra
– Il mondo esiste nel pieno di una politica imprigionata nella sua linearità. A quando il ritorno alla vita ?
– Si parla del distacco della politica dalla vita. Ma la politicità ci appartiene, è la nostra direzione naturale. Camminiamo senza un dove
– Il pensiero lineare deforma, il pensiero complesso forma alla globalità della vita
 
4 ottobre 2014
 
– Formare alla reintegrazione delle due culture è ricercare globalmente, cogliere, accogliere, comprendere, com-prendere la realtà
– Il vero cambiamento è rottura del luogo comune e ricostruzione del profondo legame progettuale della realtà. Chiede capacità, non slogan
– L’Università ha il dovere di formare all’incertezza, al dubbio, al dialogo, al pensiero critico, alla vita. Il resto è solo tattica per esistere
– Il risultato di una formazione lineare è di avere iper-specialisti non in grado di immaginare soluzioni complesse alle sfide della vita
– Una formazione complessa potrebbe consegnare alla storia persone in grado di governare il cambiamento, rigenerandolo
– Nel pensiero complesso la ricerca è riappropriazione delle interrelazioni presenti nella realtà, dialogo nella Conoscenza
– La nostra responsabilità di persone è di calarci fino in fondo nelle infinite pieghe della condizione umana. Zone d’ombra e zone di luce
 
5 ottobre 2014
 
– Urge elaborare i fondamenti di una filosofia del progetto umano. Dobbiamo riappropriarci della storia comune, ricercandone insieme la verità
 
 
 
blog di Marco Emanuele,  strategiecomplesse – ritorno alla complessità. Alcune riflessioni:
 
 
 
 
– Gian Guido Vecchi, Corriere della Sera del 4 ottobre 2014: Francesco ripeteva giorni fa: “Fanno dolore i bizantinismi teologici davanti a un’umanità ferita. Dobbiamo uscire ! Perché la Chiesa sembra un ospedale da campo: il primo lavoro è curare le ferite. Il dosaggio del colesterolo verrà dopo. E’ chiaro ?”
 
– Adriana Cerretelli, Sole 24 Ore del 4 ottobre 2014: “Tra Francia e e Germania vogliamo stabilire rapporti su una base completamente nuova, orientare quello che ci divideva, le industrie belliche, verso un progetto comune a beneficio dell’Europa, che così ritroverà nel mondo il ruolo eminente che i conflitti interni le hanno fatto perdere. E’ una proposta politica e morale che vorremmo realizzare senza preoccuparci delle difficoltà tecniche” (giugno 1950, Jean Monnet a Konrad Adenauer)
 
– Guido Rossi, Sole 24 Ore del 5 ottobre 2014: Mentre il binomio “capitalismo-democrazia” è ideologicamente degenerato in “capitalismo-mercato”, creando povertà e disuguaglianze, le élite politiche si sono via via indebolite con le loro istituzioni, dando vita alla lenta, evanescente riduzione dei poteri dello Stato, sempre più sostituiti dall’impero del mercato.
 
– Edith Stein, Una ricerca sullo Stato (Città Nuova):
– Dove funzioni e istituzioni pubbliche sono diventate preda di interessi privati, là sono recisi i legami vitali dello Stato, anche se, osservato dal di fuori, esso sembra esistere (eventualmente perché gli interessi privati coincidono fortuitamente con quelli degli individui che ne curano l’amministrazxione)
– Secondo l’idea elaborata dalla democrazia l’esistenza dello Stato è garantita nel modo più valido; ma le esigenze che essa pone alla comunità dei cittadini – commisurate alla qualità media degli individui – sono tanto grandi che la loro realizzazione risulta sempre molto improbabile e proprio in questa forma di organizzazione statale il pericolo di degenerazione è presente in massimo grado