Linee strategiche – 07/10/2014

News:
 
– (Afghanistan) Un nuovo governo afgano, il fattore USA, e il contesto regionale (Emanuele Giordana, Aspenia online),  http://www.lineestrategiche.org/news/un-nuovo-governo-afgano-il-fattore-usa-e-il-contesto-regionale-emanuele-giordana-aspenia-online-/
– (Afghanistan) The Afghan Unity Government’s Three Perils (Ali Reza Sarwar, The Diplomat),  http://www.lineestrategiche.org/news/the-afghan-unity-governments-three-perils-ali-reza-sarwar-the-diplomat-/
– (Australia) Why Australia Should Join Allied Efforts Against the Islamic State (Brad Halt, The Diplomat), http://www.lineestrategiche.org/news/why-australia-should-join-allied-efforts-against-the-islamic-state-brad-halt-the-diplomat-/

 
– (Brasile) Presidenziali in Brasile: il “terrorismo” di Dilma e Neves elimina Marina (Maurizio Stefanini, Limes online), http://www.lineestrategiche.org/news/presidenziali-in-brasile-il-terrorismo-di-dilma-e-neves-elimina-marina-maurizio-stefanini-limes-online-/
– (Cina) How Effective Is China’s New Anti-Stealth Radar System, Really? (Ankit Panda, The Diplomat), http://www.lineestrategiche.org/news/how-effective-is-chinas-new-anti-stealth-radar-system-really-ankit-panda-the-diplomat-/
– (Cina – Giappone – Corea del Sud) Northeast Asia Diplomacy: A Trilateral Way Forward? (J. Berkshire Miller, The Diplomat), http://www.lineestrategiche.org/news/northeast-asia-diplomacy-a-trilateral-way-forward-j-berkshire-miller-the-diplomat-/
– (Europa) La sicurezza energetica europea e le priorità per la Presidenza italiana – Aspen Energy Forum (Marta Dassù, Aspenia online), http://www.lineestrategiche.org/news/la-sicurezza-energetica-europea-e-le-priorit%C3%A0-per-la-presidenza-italiana-aspen-energy-forum-%28marta-dass%C3%B9%2c-aspenia-online%29-/
– (Globale)  Privacy Through Fragmentation? (Anahita Mathai, Eurasia review – Observer Research Foundation), http://www.lineestrategiche.org/news/privacy-through-fragmentation-anahita-mathai-eurasia-review-observer-research-foundation-/
– (India) Can Modi Bring South Asia Together? (Mohamed Zeeshan, The Diplomat), http://www.lineestrategiche.org/news/can-modi-bring-south-asia-together-mohamed-zeeshan-the-diplomat-/

 

Buona lettura, con cordiali saluti.
 
Marco Emanuele
 
 
twitter: @ComplexInWorld. I miei tweet:
 
3 ottobre 2014:
 
– Solo il dialogo delle conoscenze permette di conoscere la realtà
– La disabitudine al pensiero critico fa degenerare la condizione umana. Ci ritroviamo eterodiretti e non dialoganti. Sommatoria di precari
– La degenerazione più grande è nel mancato ripensamento del pensiero. Agiamo, precari, nella fragile certezza delle nostre certezze
– Un pensiero politico non problematizzato è solo tattica, dominio, guerra
– Il mondo esiste nel pieno di una politica imprigionata nella sua linearità. A quando il ritorno alla vita ?
– Si parla del distacco della politica dalla vita. Ma la politicità ci appartiene, è la nostra direzione naturale. Camminiamo senza un dove
– Il pensiero lineare deforma, il pensiero complesso forma alla globalità della vita
 
4 ottobre 2014
 
– Formare alla reintegrazione delle due culture è ricercare globalmente, cogliere, accogliere, comprendere, com-prendere la realtà
– Il vero cambiamento è rottura del luogo comune e ricostruzione del profondo legame progettuale della realtà. Chiede capacità, non slogan
– L’Università ha il dovere di formare all’incertezza, al dubbio, al dialogo, al pensiero critico, alla vita. Il resto è solo tattica per esistere
– Il risultato di una formazione lineare è di avere iper-specialisti non in grado di immaginare soluzioni complesse alle sfide della vita
– Una formazione complessa potrebbe consegnare alla storia persone in grado di governare il cambiamento, rigenerandolo
– Nel pensiero complesso la ricerca è riappropriazione delle interrelazioni presenti nella realtà, dialogo nella Conoscenza
– La nostra responsabilità di persone è di calarci fino in fondo nelle infinite pieghe della condizione umana. Zone d’ombra e zone di luce
 
5 ottobre 2014
 
– Urge elaborare i fondamenti di una filosofia del progetto umano. Dobbiamo riappropriarci della storia comune, ricercandone insieme la verità

6 ottobre 2014

– La politica lineare sta cominciando ad annoiare. E’ senza visione, non offre soluzioni e, anzi, è parte del problema

 
 
 
blog di Marco Emanuele,  strategiecomplesse – ritorno alla complessità. Alcune riflessioni:
 
 
 
 
– Gian Guido Vecchi, Corriere della Sera del 4 ottobre 2014: Francesco ripeteva giorni fa: “Fanno dolore i bizantinismi teologici davanti a un’umanità ferita. Dobbiamo uscire ! Perché la Chiesa sembra un ospedale da campo: il primo lavoro è curare le ferite. Il dosaggio del colesterolo verrà dopo. E’ chiaro ?”
 
– Adriana Cerretelli, Sole 24 Ore del 4 ottobre 2014: “Tra Francia e e Germania vogliamo stabilire rapporti su una base completamente nuova, orientare quello che ci divideva, le industrie belliche, verso un progetto comune a beneficio dell’Europa, che così ritroverà nel mondo il ruolo eminente che i conflitti interni le hanno fatto perdere. E’ una proposta politica e morale che vorremmo realizzare senza preoccuparci delle difficoltà tecniche” (giugno 1950, Jean Monnet a Konrad Adenauer)
 
– Guido Rossi, Sole 24 Ore del 5 ottobre 2014: Mentre il binomio “capitalismo-democrazia” è ideologicamente degenerato in “capitalismo-mercato”, creando povertà e disuguaglianze, le élite politiche si sono via via indebolite con le loro istituzioni, dando vita alla lenta, evanescente riduzione dei poteri dello Stato, sempre più sostituiti dall’impero del mercato.
 
– Edith Stein, Una ricerca sullo Stato (Città Nuova):
– Dove funzioni e istituzioni pubbliche sono diventate preda di interessi privati, là sono recisi i legami vitali dello Stato, anche se, osservato dal di fuori, esso sembra esistere (eventualmente perché gli interessi privati coincidono fortuitamente con quelli degli individui che ne curano l’amministrazxione)
– Secondo l’idea elaborata dalla democrazia l’esistenza dello Stato è garantita nel modo più valido; ma le esigenze che essa pone alla comunità dei cittadini – commisurate alla qualità media degli individui – sono tanto grandi che la loro realizzazione risulta sempre molto improbabile e proprio in questa forma di organizzazione statale il pericolo di degenerazione è presente in massimo grado