Linee Strategiche – 13/12/2013

Ciò che scrivo in queste riflessioni mattutine è un ritorno, non è una novità.

La necessità di visioni strategiche e sistemiche è strutturale, permanente, non congiunturale. Cambiano, invece, i “segni dei tempi”, le condizioni storiche nelle quali tali visioni si debbono inquadrare.

Ecco che, primariamente, l’essere classi dirigenti in qualsivoglia ambito della convivenza comporta, da un lato, la consapevolezza della necessità di visioni e, dall’altro lato, di Conoscenza del contesto storico (analizzato nei termini del cambiamento, dunque in maniera dinamica, lungo una linea di integrazione fra esperienze maturate, realtà presente, possibilità di futuro).

Altro aspetto che qualifica l’essere classi dirigenti è la capacità di mediazione, oggi ridotta a compromesso. La mediazione è un processo complesso che  considero come il “nutrimento” fondamentale, ad esempio, per l’attività politica e di governo. Ciò che capita in questi giorni in Italia, le proteste diffuse, rende ancora più evidente la separazione fra mondi che non comunicano e che non dialogano, come se società e politica fossero realtà diverse “per natura”. La mediazione, invece, esprime  l’importanza di una democrazia fondata sul dialogo (anche difficile) fra tutte le sue componenti, dunque un  “sistema integrato”.  Al contrario, come accade, la democrazia rischia di essere – come scrivevo ieri – “una sommatoria di elementi autoreferenziali e non dialoganti”. (ME)

– Il diritto d’autore contro i pirati del web. Il consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha approvato il regolamento per la tutela del diritto d’autore su Internet. E’ uno strumento pensato per colpire la “pirateria industriale” sul web e non per limitare la libertà degli utenti. Se fatto funzionare bene, il regolamento Agcom può favorire l’offerta digitale di musica e cultura, liberando creatività oggi inespresse. (…) (Edoardo Segantini, Corriere della Sera, 13 dicembre 2013)

– Hollande l’Africano in cerca di riscatto. Non sono pochi i francesi che apprezzano le spedizioni africane del loro presidente. Due in un anno. In gennaio nel Mali e adesso nella Repubblica Centrafricana. Francois Hollande sarebbe intervenuto anche in Medio Oriente, in Siria, se non ci fosse stata la frenata di Barack Obama all’ultimo momento. Indulgenti sulle iniziative militari, per il resto i francesi sono avari di consensi con il presidente socialista. Anzi più che avari. Direi ingiustamente spilorci. Francois Hollande non merita infatti di essere il presidente più impopolare dal 1958, anno di nascita della Quinta Repubblica. La democrazia d’opinione, basata sui sondaggi, è capricciosa, vive di umori passeggeri, e quindi di quelli pessimi dei francesi d’oggi, insidiati dalla crisi. (…) (Bernardo Valli, la Repubblica, 13 dicembre 2013)

. L’Est che sfida Putin sognando l’Europa. Per lui che una volta ha definito la fine dell’Urss “una delle più grandi tragedie della Storia” edificarne una nuova è lo scopo di una vita, la fedeltà suprema al giuramento che fece entrando nell’accademia del Kgb: preservare l’identità e la sicurezza dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Per Vladimir Putin il braccio di ferro con l’Unione europea sull’Ucraina è come la battaglia di Poltava, dove nel 1709 Pietro il Grande sconfisse Carlo XI di Svezia e i suoi alleati. Non lo ha detto lui ma Dmitrij Kiselev, uno dei più popolari conduttori di RT (Russia Today), il canale internazionale multilingue creato per portare la voce della propaganda russa nel mondo. (…) (Paolo Garimberti, la Repubblica, 13 dicembre 2013)

– Fraternità, fondamento e via per la pace. Messaggio di Papa Francesco per la celebrazione della giornata mondiale del 1° gennaio 2014. Papa Francesco ha un progetto per l’umanità. Quello di riportarla alla sua “dimensione essenziale”, alla “fratellanza”. E indica un punto preciso da cui iniziare il cammino: la famiglia, “sorgente primaria di ogni fraternità” e dunque anche “fondamento” e “via primaria della pace”. Appare perciò naturale che il messaggio per la giornata mondiale della pace 2014 sia incentrato sulla declinazione della fraternità in tutti i suoi aspetti. Ed è in questo senso significativo che l’immagine iniziale proposta sia quella di Caino e Abele, testimoni a un tempo del fatto che “l’umanità porta iscritta in sé una vocazione alla fraternità” ma anche la “possibilità drammatica del suo tradimento”. Con tutto il suo bagaglio di “egoismo quotidiano” che è alla base di “tante guerre e tante ingiustizie”. L’analisi del Pontefice prosegue ribadendo il radicamento della fratellanza nella paternità di Dio: non una “paternità generica” specifica il Papa, ma fondata “sull’amore personale, puntuale e concreto di Dio per ciascun uomo”. Ed è questo ciò che impedisce di “rimanere indifferenti davanti alla sorte dei fratelli”. Oggi invece siamo costretti ad assistere “con preoccupazione – nota il Santo Padre – alla crescita di diversi tipi di disagio” e a sempre nuove forme di povertà per superare le quali sarebbero sufficienti “politiche efficaci per promuovano il principio di fraternità” e non lo scarto. Ma l’affermarsi della fraternità, prosegue il Pontefice, dipende anche da altri fattori, non ultima la scelta di vivere “stili di vita sobri ed essenziali” da parte di chi può scegliere di condividere con gli altri i propri beni. Ciò implica un ripensamento più generale nei confronti di sistemi economici, o meglio di politiche economiche che mostrano oggi la corda sotto il peso della crisi. Originata – denuncia Papa Francesco – dal progressivo allontanamento dell’uomo da Dio e dal prossimo “alla ricerca avida di beni materiali”, e dal “depauperamento delle relazioni interpersonali e comunitarie”. Tuttavia il messaggio (…) vede in questa crisi l’occasione propizia “per recuperare le virtù della prudenza, della temperanza, della giustizia e della fortezza” e per riscoprire “i vincoli fraterni che ci legano gli uni agli altri”. Tra gli argomenti affrontati figura anche quello della tratta degli esseri umani. (…) (L’Osservatore Romano, 13 dicembre 2013)

– La fame nel Sahel figlia della guerra. Sedici milioni di persone a rischio nel 2014. Nella regione del Sahel sedici milioni di persone saranno a rischio fame nel 2014, secondo un rapporto pubblicato dall’Ocha, l’ufficio dell’Onu per il coordinamento degli aiuti umanitari. Il rapporto specifica che all’origine dell’insicurezza alimentare non ci sono le condizioni climatiche – quest’anno, infatti, ci sono state piogge regolari e buoni raccolti – né la crescita demografica, ma la guerra. L’ufficio dell’Onu collega infatti tale scenario direttamente agli scontri che dilaniano il nord della Nigeria, la Repubblica Centroafricana e il Mali. L’instabilità di questi tre Paesi ha avuto ripercussioni a livello regionale. Le Nazioni confinanti hanno dovuto far fronte a diverse emergenze umanitarie, segnate da scarsità di cibo e rincari dei prezzi alimentari. Ad aggravare ulteriormente la crisi nel Sahel, secondo l’Ocha, hanno concorso la crisi finanziaria internazionale e, soprattutto, i conflitti armati in altre zone del pianeta, in particolare in Siria, che hanno provocato un calo degli aiuti umanitari a favore della regione africana. Nel 2013, infatti, è stato corrisposto meno del sessanta per cento del miliardo e settecento milioni di dollari chiesti dall’Onu ai donatori come contributo minimo. Nell’anno entrante la situazione è destinata a peggiorare. Secondo l’Ocha, nel 2014 l’indice di insicurezza alimentare nel Sahel aumenterà del 40 per cento. A patire la fame saranno di conseguenza appunto sedici milioni di persone rispetto agli undici milioni di quest’anno, quando nonostante migliori raccolti rispetto agli ultimi cinque anni, è diminuita del 13 per cento la quantità di cibo a disposizione di ogni abitante. L’unica accentuazione della crisi alimentare che sembra dovuta a fattori climatici contingenti è quella in Senegal, dove il numero di persone minacciate dalla carestia è passato da settecentomila a due milioni e duecentomila, per la siccità provocata dalle piogge irregolari che si è tradotta in un calo rilevante dei raccolti agricoli. (L’Osservatore Romano, 13 dicembre 2013)

(continua su Complessi si nasce, http://complessi-si-nasce.webnode.it)

Segui il sito Linee strategiche, in costante aggiornamento dal mondo: http://linee-strategiche.webnode.it. Alcune segnalazioni:

EUROPE

– Tiro alla fune tra Italia e Ue sulla politica fiscale (AffarInternazionali), http://www.affarinternazionali.it/articolo.asp?ID=2481

– France is not Kiev! (Strategic Culture Foundation), http://www.strategic-culture.org/news/2013/12/13/france-is-not-kiev.html

GLOBAL

– Papa Francesco in Terra Santa, parte il conto alla rovescia (Limes online), http://temi.repubblica.it/limes/papa-francesco-in-terra-santa-parte-il-conto-alla-rovescia/55815

– The West’s Alliance with «Jihad Warriors» in Syria: Sinister Fruits (Strategic Culture Foundation). http://www.strategic-culture.org/news/2013/12/13/the-wests-alliance-with-jihad-warriors-in-syria-sinister-fruits.html

– Western Policy towards Syria: Ten Recommendations (Chatham House), http://www.chathamhouse.org/publications/papers/view/196215

ASIA

– Energy Security: Southeast Asia Revives Nuclear Power Plans (Eurasia review), http://www.eurasiareview.com/12122013-energy-security-southeast-asia-revives-nuclear-power-plans-analysis/

–  China’s Shadow Currency (The Diplomat), http://thediplomat.com/2013/12/chinas-shadow-currency/
– The Cambodia National Rescue Party: What’s Next ? (The Diplomat), http://thediplomat.com/2013/12/the-cambodia-national-rescue-party-whats-next/
 INTORNO ALLA COMPLESSITA’. LAVORIAMO INSIEME NEL BLOG “strategiecomplesse”, http://strategiecomplesse.wordpress.com

in collaborazione con Università degli Studi Link Campus University, http://www.unilink.it:

– martedì 17 dicembre 2013 ore 16, presso la biblioteca di Link Campus University (via Nomentana 335, Roma), presentazione del libro di Raffaele Lauro “Sorrento The Romance. Il conflitto, nel XVI secolo, tra Cristianesimo e Islam”.  http://www.unilink.it/sorrento-the-romance/

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