Link Campus University sempre più vicina allo sport

Quello fra Link Campus e lo sport è un matrimonio felice, un sodalizio che continua senza interruzioni fin dalla nascita dell’Università. E se è vero che quando il rapporto di coppia si autoalimenta in positivo non c’è bisogno di correttivi, nulla toglie che mettere una causa positiva in più non è mai inopportuno.

Ecco cosa stanno facendo in questi giorni gli studenti del MBA in diritto e management dello sport, persone che amano l’attività fisica quanto le materie giuridiche: stanno costituendo un’associazione per migliorare il rapporto fra Link Campus e il mondo dello sport. Accanto ai linkiani che considerano sport e cultura non solo una passione, ma vero e proprio stile di vita, prenderanno parte all’associazione anche diversi atleti di livello nazionale e internazionale: tutta gente che ha studiato presso di noi, completando il nostro MBA in diritto e management dello sport. Molti di loro terranno alto il Tricolore alle Olimpiadi di Londra 2012.

La prima riunione della costituenda associazione si svolgerà sabato. I promotori definiranno tutti gli aspetti legali e organizzativi.

Il nome è ancora tutto da scegliere, le finalità sono invece cristalline. Si punta innanzitutto a diffondere la cultura dello sport e dell’approccio professionalizzate nel settore, in cui Link Campus University applica il suo know-how. C’è poi l’intenzione di creare una banca dati degli studenti MBA sport che favorisca il placement, e l’organizzazione di workshop e programmi lifelong learning con la partecipazione degli operatori del settore.

Sport e cultura, due mondi separati? E chi l’ha detto?

Platone considerava l’attività fisica alla stregua delle arti liberali, praticate dagli uomini liberi e considerate come fonte di sapere disinteressato (contrapposto alle arti manuali). Il filosofo metteva sullo stesso piano dei sapienti gli atleti in gamba, quelli che si allenavano sul serio. Riteneva che i Michael Phelps, i Carl Lewis, gli Yuri Chechi del suo tempo fossero sulla via della virtù tanto quanto i bravi filosofi.

Ricorre spesso l’espressione latina mens sana in corpore sano, di giovenaliana memoria (Satire X, 356), con la quale il poeta intendeva una cosa precisa. Per Giovenale il sapiente considerava importanti unicamente l’integrità dell’anima e la salute del corpo, e solo per il conseguimento di questi due beni aveva senso pregare gli dei. E precisamente, orandum est ut sit mens sana in corpore sano.

Oggi si dice invece che l’espressione mens sana in corpore sano significhi questo, che per avere sane le facoltà dell’anima, bisogna avere sane anche quelle del corpo. È una traduzione “forzata” di Giovenale, ma altrettanto efficace per esprimere il pensiero di ogni medico e scienziato moderno che si rispetti.

Alzi la mano chi non è d’accordo.