L’Italia, la globalizzazione e la sociodinamica dei popoli in movimento

Zur Elektrodynamik bewegter Körper, (L’elettrodinamica dei corpi in movimento) così 110 anni fa si intitolava l’articolo con cui Einstein proponeva al mondo scientifico la Relatività, conosciuta con la formula che è ormai un’icona E=mc2.

L’Italia è l’unica nazione, il cui popolo lava i panni sporchi non in famiglia, ma davanti al mondo.

Ricordate lo scandalo del calcio del 2006, proprio nell’anno dei campionati mondiali, scoppiò, con grandissimo clamore, lo scandalo delle partite di calcio truccate nel campionato di serie A. Il popolo italiano andò in Germania con la testa china, il viso pieno di vergogna e rabbia e nessuna speranza di riscatto, dopo un mese eravamo Campioni del Mondo.

Quest’anno è l’anno dell’EXPO sul cibo, probabilmente uno degli asset migliori di questo popolo, la cucina italiana e il cibo italiano sono senza dubbio (parlo per me) i migliori al mondo, qui non dobbiamo fare nessun campionato, vinciamo di default.

In aggiunta questo Papa che ha davvero l’intenzione di evangelizzare il mondo, cosa fa? Proclama un Giubileo straordinario: il Giubileo della Misericordia! Non fa in tempo a chiudere i battenti l’EXPO a Milano che inizia il Giubileo a Roma.

Un popolo normale, uno Stato normale, avrebbe serrato le fila e mostrato al mondo il meglio di sé in termini organizzativi, di efficienza, ecc. ecc.. Invece no, l’Italia prima scopre le infiltrazioni mafiose negli appalti dell’EXPO, poi il giro di mazzette politiche, quindi il dramma ce la faremo, non ce la faremo, quindi l’EXPO parte ed è un successo, buona l’organizzazione, ottime le presenze insomma confermiamo di essere sul cibo Campioni del Mondo.

Chiuso il dramma EXPO parte Roma con Mafia Capitale, un’indagine che mostra quanto oggi la politica sia permeabile agli interessi economici. L’autonomia della politica dall’economia è la prima delle necessità, altrimenti i politici rischiano di essere sempre e comunque a libro paga di qualcuno, anche senza essere corrotti.

Insomma nel momento in cui Roma più del solito va nel frullatore dei media mondiali, scopriamo con una certa curiosità che «La mucca tu la devi mungere, però gli devi dà da mangià» un principio che chi come me è nato contadino conosce perfettamente, ma probabilmente nessuno aveva mai applicato agli uffici pubblici e alle aziende pubbliche.

Ma nello specifico lo scandalo di Mafia Capitale, non si concentra sugli uffici dell’urbanistica o dei lavori pubblici nei quali da sempre viene concentrato il massimo degli interessi privati, ma sulla gestione degli immigrati e dei rifugiati.

Quindi provo e mettere tutto insieme con una frase sincopata alla J-Ax: Roma, Mafia, Capitale, Immigrati, Giubileo, Misericordia. Un mix incredibile all’interno di un solo bicchiere.

E naturalmente per non farci mancare nulla il problema dei “barconi” che partono dalla Libia diventa inarrestabile, Francia, Germania e Inghilterra ci fanno tutti i giorni lezioni su come dovremmo comportarci, bloccano le frontiere ecc. ecc., il Papa dice che bisogna accogliere tutti, mentre alcuni politici propongono di bombardare i barconi, oppure di “darglie foco” avrebbe detto Buzzi.

Ora viene la domanda: può un Comune completamente frastornato, con consiglieri e assessori indagati e/o arrestati, con una credibilità vicino allo zero, con problemi economici e di bilancio, con una esplicita incapacità di governo, gestire il Giubileo? Marino pensa di farlo mandando la destra nelle fogne, ma il lavoro che aspetta Roma con i due campioni della Misericordia mondiale: Padre Pio e Madre Teresa di Calcutta, solo in termini di gestione della sicurezza e della decenza, è enorme e necessitano di un commissario che abbiamo poteri e risorse umane ed economiche adeguate allo scopo e non sia sottoposto in ogni scelta al voto di un consiglio comunale, che fino ad oggi, diciamo la verità non ha brillato per le scelte che ha fatto.

Se chiudiamo gli occhi e immaginiamo il mondo, vedremmo popoli interi che per motivi economici, umanitari o culturali, si spostano. Infatti sono oltre 600 milioni i cittadini che si spostano solo per turismo, una massa enorme come mezza popolazione indiana o come tutti i cittadini europei. In Italia arrivano 48 milioni di turisti e qualche centinaio di migliaia di migranti e rifugiati. Per l’EXPO 10 milioni verranno dall’estero, forse più per il Giubileo.

Questa sociodinamica, mai registrata nel passato in queste dimensioni, sta cambiando il inaspettatamente il mondo relativizzando il concetto di Stato e di nazione, non quella di popolo. Anzi i popoli tendono a resistere.

L’interconnessione di Internet e quella fisica di aerei, navi e treni, cancella più velocemente di quello che si pensasse i confini fisici e modifica quelli culturali.

L’ISIS è un’espressione di resistenza estrema alla relativizzazione dei confini culturali.

La firma del TTIP può rallentare l’erosione della cultura occidentale.

L’Italia che è un territorio occupato da un popolo che non ha grande stima dello Stato, né un grande senso nazionale, e che non ha mai pensato di essere il popolo migliore del mondo, è utile che continui a lavare i panni in pubblico, la sua famiglia è questa, da sempre nel bello del Rinascimento e nel brutto di mafia capitale, e in questo cambiamento ha qualche asset in più. Siamo come sempre i campioni del mondo anche se non lo riconosciamo. Andremmo esposti al Museo di Sevres come unità di misura della Cultura.

di Pasquale Russo