Medical Intelligence

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Nell’ambito delle attività del Master in di I livello in Analisi Comportamentale e Scienze Applicate alle Investigazioni, all’Intelligence e Homeland Security e del Master di II livello in Analisi Comportamentale e Scienze Applicate alle Investigazioni, all’Intelligence e Homeland Security, coordinati dalla Dottoressa Paola Giannetakis, ha avuto luogo il 5 marzo 2016, una lecture sulla “Medical Intelligence”.

Con il termine “Medical” si intende l’attività rivolta al perseguimento della salute umana attraverso la prevenzione, il trattamento e la riabilitazione di stati di malattia.

Il termine “intelligence” è il prodotto derivante da un’attività orientata di raccolta e processazione di informazioni relative ad ambiente, capacità ed intenzioni di attori esterni, al fine di identificare pericoli e minacce.

L’Intelligence è basata sul rispetto di regole procedurali, ma è correlata all’ “astuteness” dell’operatore, che non si può insegnare, ma si acquisisce sul campo ed è correlata all’“open mindedness”, capacità critica, oggettivazione e “curiosità”.

Per “Medical Intelligence” si intendono perciò le attività di raccolta, valutazione, analisi ed interpretazione di tutte le informazioni mediche, bio-scientifiche, epidemiologiche ed ambientali, su un determinato Paese o regione geografica, direttamente o indirettamente correlati alla salute umana e rilevanti per gli interessi nazionali, in campo civile e militare.

La disciplina della Medical Intelligence origina in Gran Bretagna agli inizi del Novecento e si afferma durante la seconda Guerra Mondiale.

Negli Stati Uniti opera una delle principali organizzazioni di settore, il “National Center for Medical Intelligence”, composto da cinque divisioni: divisione delle malattie infettive, divisione delle scienze mediche e sviluppi tecnologici, divisione delle capacità mediche, divisione ambientale e divisione della protezione del territorio nazionale; in Gran Bretagna troviamo l’equivalente del National Center for Medical Intelligence, inserito in ambito civile attraverso l’organizzazione “Pubblic Health England”; in Svezia, a Stoccolma, l’Unione Europea ha strutturato l’ “ECDC” dove è allocata la divisione di Epidemic Intelligence, intesa come divisione delle malattie infettive, in sostanza da considerarsi un processo che rileva, verifica, analizza, valuta ed investiga sugli eventi di sanità pubblica che rappresentano una minaccia per la sanità pubblica stessa.

In Italia, con riferimento alla Medical Intelligence, il Ministero della Difesa si esprime così: “uno dei requisiti essenziali del supporto sanitario nel processo decisionale è la disponibilità di informazioni sanitarie affidabili, tempestive, specifiche e applicabili alle analisi di intelligence, dalla fase iniziale di pianificazione per tutta l’operazione, così come durante e dopo lo schieramento in teatro. La capacità di Medical Intelligence include la valutazione dei rischi da malattie infettive, da problematiche ambientali e industriali pericolose per la salute, da minacce alla salute pubblica, da CBRN, nonché una valutazione delle capacità sanitarie delle nazioni ospitanti, attori civili e oppositori. Tutti questi fattori devono essere valutati al fine di assicurare che il supporto sanitario fornito soddisfi le probabili esigenze della forza impiegata. La capacità di Medical Intelligence contribuisce alla preparazione del contesto operativo e del concetto generale di protezione della forza.”

Quali sono gli scopi della Medical Intelligence?

Bisogna distinguere tra finalità ad “uso medico”, quali supportare la resilienza sanitaria del paese tramite awareness di sanità pubblica, contribuire a risk assessment sanitari di area o di evento, generare early warnings sanitari, produrre aggiornamenti in tema di life science, e finalità ad “uso non medico”, come il supporto all’intelligence con l’analisi comportamentale, e il supporto alla security, ossia l’impatto sanitario di eventi disastrosi naturali e non naturali.

Si è parlato di resilienza, ma cosa significa e quali sono i suoi bisogni?

La resilienza è la capacità ad ogni determinato livello di un sistema, di rilevare, prevenire e, se necessario, gestire e ripristinare il medesimo sistema sottoposto a sollecitazioni distruttive e critiche.

Nessuna collettività umana è sufficientemente “lontana” da fonti ed eventi catastrofici (basti pensare alla tragedia di Fukushima e alla ricaduta che ha avuto sul nostro Paese) e per questo abbiamo bisogno di sensori in tutte le dimensioni (land, sea, air, space, cyber, human biosphere), abbiamo bisogno di superare la frammentazione delle competenze fra i diversi attori istituzionali, nazionali ed internazionali, implementare la capacità di raccogliere, selezionare e fondere dati ed informazioni critiche ed emergenti, quali che siano, trasformandoli in sfruttabili valutazioni a sostegno di un coerente processo decisionale per raggiungere la c.d. “situation awareness”.

La Medical Intelligence è parte del processo di situation awareness, è una capacità trasversale che supporta tutte le esigenze, in particolare la “tempestività”.

Quali sono le minacce contrastate dalla Medical Intelligence?

La Medical Intelligence, così come descritta, sviluppa le proprie attività di prevenzione e contrasto della Health Threat (minaccia alla salute): una circostanza che può causare danno alla salute, correlata all’intenzionalità ostile ed alla capacità offensiva di un avversario, nonché alla vulnerabilità di un bersaglio potenziale; della Health Hazard (pericolo sanitario e ambientale): qualsiasi cosa che abbia la potenzialità di causare danno alla salute, ben contestualizzata nel tempo e nello spazio, priva però di qualsiasi evidente relazione con l’intenzionalità ostile di un avversario; degli eventi sanitari insoliti, inattesi e di forte impatto, c.d. effetto “black swans”: attacchi naturali o intenzionali ad impatto sulla salute nazionale ed internazionale, disastri ambientali, particolari epidemie.

Quali sono le fonti della Medical Intelligence?

Le fonti, poche e molto spesso inattendibili, possono essere aperte (OSINT open sources, letteratura scientifica, web, media, sistemi “horizon scanning”), IMINT (attività di raccolta di informazioni mediante l’analisi di fotografie aeree o satellitari), SIGINT (attività di raccolta di informazioni mediante l’intercettazione e analisi di segnali), HUMINT (osservazione diretta, categoria di intelligence derivata da informazioni raccolte e fornite da fonti umane).

 

Per analizzare le informazioni mediche correlate alla salute umana e rilevanti per gli interessi nazionali, colui che indaga deve necessariamente esaminare determinati parametri: ricerca di dati di “prima mano” (HUMINT); valutazione pluridisciplinare delle fonti OSINT, SIGINT, IMINT; confronto dati biometrici; contestualizzazione spazio temporale; interessi e intenzioni degli attori; valutazione sulle capacità sanitarie e bio-scientifiche degli attori.

Per valutare la plausibilità di un evento l’operatore ricorre all’uso di indicatori, elementi-chiave di informazione che direttamente o indirettamente riflettono l’intenzione o le capacità di un potenziale avversario di mettere in atto la minaccia.

Molti sono gli indicatori sia nel settore Intelligence, come i sequestri di armi di distruzione di massa e la preparazione “cinetica” dell’area bersaglio, sia nel settore Medical Intelligence, come il numero anomalo di visite o di ricoveri, l’intensità di un fenomeno epidemico e la moria di animali.

 

Questa disciplina sarà ampiamente trattata nella seconda edizione del Master in di I livello in Analisi Comportamentale e Scienze Applicate alle Investigazioni, all’Intelligence e Homeland Security e del Master di II livello in Analisi Comportamentale e Scienze Applicate alle Investigazioni, all’Intelligence e Homeland Security che inizierà a fine Maggio 2016.

 

Giulia Vasale

Master ACSAII staff