Mondiali ed economia: un binomio da studiare alla Link Campus University

Qual è l’impatto economico dei mondiali di calcio in Brasile? Un rapporto pubblicato da Euler Hermes, società del gruppo Allianz, lo ha svelato, confermando l’importanza del binomio sport-economia. Un binomio che è alla base anche di un curriculum di studi della Link Campus University di Roma, quello in Economia e Politiche dello Sport del Corso di Laurea in Economia Aziendale Internazionale.

In Brasile, tra il 2009 e il 2014 sono stati spesi 8,6 miliardi di euro, pari allo 0,5% del Pil per la costruzione delle infrastrutture, mentre i visitatori stranieri stanno incidendo solo per il +0,2% sul Pil. In più, il deficit di bilancio dello Stato aumenterà di un punto percentuale e i crediti richiesti per le grandi opere è pari all’8% dello stock di debito complessivo. Detto questo, però, il Brasile grazie ai mondiali e alle prossime Olimpiadi ha aumentato del 20% le sue strutture ricettive, del 36% il parco aeroporti e del 50% la capacità di trasmissione di dati via Internet.

Vedere lo sport da un punto di vista economico, quindi, è di fondamentale importanza, perché significa parlare di possibilità di sviluppo per un intero Paese e, soprattutto, di opportunità occupazionali. Il curriculum in Economia e Politiche dello Sport della Link Campus University ha proprio questo obiettivo: formare professionisti in grado di affrontare come dirigenti o consulenti la gestione e l’organizzazione di società sportive, associazioni e federazioni. 

Con questo corso di laurea, la Link Campus University fornisce una formazione che investe le materie fiscali, finanziarie, il marketing e la comunicazione. E si avvale degli insegnamenti dei più grandi professionisti del settore a livello nazionale, come Mario Pescante, Giovanni Malagò e Gianni Petrucci. Una formazione a 360° che dà l’opportunità a chiunque voglia fare dello sport il proprio lavoro, di entrare in un mondo che produce il 2% del PIL e il 3,5% dell’occupazione complessivi dell’Unione Europea, pari a 7,3 milioni di posti di lavoro.