Nibali vince il Tour e il ciclismo si conferma opportunità di business

Vincenzo Nibali ha vinto il Tour de France 2014. Il ciclista dell’Astana lo ha fatto dominando sulle Alpi e sui Pirenei, vincendo quattro tappe (quelle degli arrivi a Sheddield, La Planches des Belles Filles, Chamrousse e Hautacam) e conquistandosi il soprannome Canibalì coniato dall’edizione online de L’Équipe. Così Nibali si è assicurato il montepremi da 500 mila euro previsto per il primo della classifica generale della Grande Boucle, che non è solo il più grande evento di ciclismo al mondo, ma anche un’azienda solida e redditizia che quest’anno, secondo le prime stime, ha aumentato il proprio fatturato del 5,9%.

“Il ciclismo è sofferenza, dominio di gambe e testa”, come scrisse l’inventore del Tour de France, monsieur Henri Desgrange, ma soprattutto uno dei più grandi business al mondo che conferma le potenzialità imprenditoriali, manageriali e occupazionali del settore sport. Per queste ragioni l’Università degli Studi Link Campus University di Roma, grazie ad alcuni dei professionisti di spicco del settore come Mario Pescante, Giovanni Malagò e Gianni Petrucci, ha creato prima di altri in Italia un Corso di Studi specifico di Economia e Politiche dello Sport.

Un corso di studi che permette agli studenti di formarsi come dirigenti o consulenti di enti sportivi nazionali e internazionali o come manager di associazioni, società sportive, eventi o atleti professionisti. Figure dall’alta formazione e specializzazione di cui l’Italia ha un gran bisogno per colmare il gap che registra sul mercato sportivo internazionale. I passi indietro nell’ambito del calcio sono sotto gli occhi di tutti, ma anche nel ciclismo la vittoria di Nibali non deve far dimenticare che mentre il Tour de France fattura 150 milioni di euro l’anno solo di sponsorizzazioni per un indotto complessivo di un miliardo circa, il Giro d’Italia muove “solo” 500 milioni di euro: la metà.

Il Giro avrà anche le salite più dure d’Europa, ma i francesi sanno vendere meglio il loro prodotto. La Corsa Rosa, quindi, come altri ambiti dello sport italiano hanno bisogno di nuovi talenti, con competenze specifiche, come quelli che la Link Campus University fa crescere nel proprio corso di studi in Economia dello Sport per il quale, fino al prossimo 31 luglio, sono ancora a disposizione 12 borse di studio che premiano il merito.