Orientarsi nel complesso mondo della comunicazione

Dal 26 al 28 maggio Palazzo dei Congressi di Roma Eur (Piazza J.F.Kennedy) come siete già stati informati ci sarà il Forum della P.A. .

Ma perché andarci e spendere parte del vostro tempo? Sarò diretto: perché vi conviene.

Se mi permetterete vorrei esplicitare la mia affermazione con un ragionamento, ma non penso sia o possa essere l’unico, ma potrebbe essere un punto di partenza comune.

Prima, però, dobbiamo soffermarci su un concetto: la differenza di significato tra le parole “tappa e traguardo”. Sembra banale ma spesso gli studenti, junior e senior, confondono i due termini e quindi anche l’approccio cognitivo al problema che, nel nostro caso incidentalmente, riguarda la scelta di partecipare all’evento o no.

La “tappa”, come ad esempio nel ciclismo, è solo un momento ( spaziale, temporaneo, logistico, ecc.) di un percorso che ha nel “traguardo” il fine ultimo o solo di quel progetto. Molti si sono iscritti ai corsi di laurea o a quelli specialistici e li vedono “come traguardo” invece che come tappa intermedia, di transito, ovvero l’inserimento nel mondo del lavoro o una opportunità per migliorarlo.

 

Da ciò ad esempio scaturiscono delle scelte e strategie del percorso formativo che hanno un diverso senso e valore.

 

Utilizzando il “concetto matematico di insieme” il sub insieme traguardo “contiene” quello di tappa. Certamente chi vince tutte la tappe ed arriva al traguardo vince la gara, il fine ultimo il mondo del lavoro, ma non è valido il ragionamento contrario e così si spiegano gli abbandoni universitari o di altri percorsi formativi ed anche   il tempo d’attesa per entrarci.

Ritornando al nostro ragionamento l’obiettivo finale (traguardo) è strutturato in due ambiti: pubblico o privato. I due sottoinsiemi hanno un’area di confine molto vasta dove i contenuti culturali dell’uno si scambiano e diventano comuni. Anche operando nel privato il contatto con il mondo pubblico, i suoi linguaggi, le forme di ragionamento e modalità operative, si mischiano, altrettanto così per chi opera nel pubblico.

Leggendo il fenomeno dall’Università al Lavoro, sempre con la metodologia degli insiemi, appare chiaro che diventa strategicamente essenziale conoscere questa parte del “mondo condiviso” anchè perchè molti non ne hanno una idea strutturata.

Ma dove sta andando la P.A.? Quali sono i problemi che deve affrontare dai vari punti di vista? (politico, antropologico sociale, economico, psicologico, etico religioso, storico-geografico, tecnologico, ingegneristico informatico, giuridico, ecc.).

Ecco il Forum della P.A. è un “osservatorio, un distillatore della nostra realtà burocratico-amministrativa attraverso il quale si dà corpo ai progetti: ovvero al futuro.

Ognuno, Junior o senior, rispetto le proprie caratteristiche ed interessi si può orientare verso aree che lo stimolano nell’aumentare la propria conoscenza rapportandola ai propri studi ed interessi universitari.

Come? Guardando ed apprendendo, attraverso i seminari che si svolgeranno, facendo le domande ai diretti interessati, creando idee e proposte di nuovi punti di vista e collegamenti tra le varie aree, prendendo libri e documenti direttamente dalla fonte (centri ricerche e studi privati e pubblici).

A partire da ciò uno studente “ attivo” chiederà, ad esempio una tesi afferente ai contenuti in dibattito e che nei prossimi anni potrebbero dare spazi di richiesta professionale nei quale poterne far parte?

Quale miglior biglietto da visita di uno studio di settore, di una specialistica innovatrice, da presentare alle persone che avete conosciuto e contattato durante il vostro lavoro di ricerca e che sanno della tesi che state preparando?

Qualsiasi azienda “sveglia” coglierebbe al volo la proposta di stage per conoscervi meglio o di primo inserimento lavorativo.

Ma anche coloro che già operano nella P.A. se sanno “guardare da presbiti”, ovvero lontano, possono così costruirsi percorsi come possibilità di crescita professionale.

Il problema dell’innovazione tecnologica informatica, la formazione di una nuova dirigenza che sappia organizzare, valutare e comunicare con i propri collaboratori nell’ottica della “friendly administration”, la sicurezza sui luoghi di lavoro, ad esempio, sono problemi trasversali.  

Per altri settori specifici come la Safety & Security saper leggere in chiave europea (gendarmeria europea) o locale (polizia amministrativa e tributaria) danno una “luce”   sulle scelta da fare in termini formativi.

Tutto ciò potrebbe aiutare alla diminuzione dei tempi d’attesa di entrata nel mondo del Lavoro, ad essere protagonisti dei cambiamenti, quindi a valorizzare la vostra professionalità.

Una tesi innovativa e creativa poi, fatevelo dire, è particolarmente gradita alla Commissione che giudica le tesi (il che non è da poco!) che accoglie favorevolmente gli elementi del modello didattico-formativo della nostra Università.

di Gianmichele Bonarota