Presentazione del Master in “Il diritto alla protezione internazionale”

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Una drammatica emergenza migratoria è ormai da anni in atto verso l’Europa laddove, però, degli attuali ventisette Stati nazionali aderenti in particolare, impegna, fin oltre i limiti del possibile, unicamente due dei paesi del sud dell’Unione: l’Italia e la Grecia.

Stati benemeriti che operano fra difficoltà crescenti e lasciati da soli, nonostante l’art. 5 del Trattato Europeo preveda l’intervento comunitario “in aiuto” quando sia richiesto da un Paese aderente, ovvero come si verifica nel presente caso di emergenza dichiarata, a fronteggiare un fenomeno complesso e sempre più imponente. Quello costituito da masse di migranti, fuggiaschi provenienti dal vicino Oriente, dall’Africa settentrionale e centrale o da ancor più lontane destinazioni (Afganistan, Iraq) in cerca di un futuro.

Una moltitudine umana dirompente nei numeri, annualmente consistente in centinaia di migliaia di persone, composta da giovani donne, uomini e bambini, spesso non accompagnati da familiari od adulti, intanto da salvare in mare se non arrivano alle nostre coste e poi da accogliere.  

Comunque, da dover ospitare il più degnamente possibile sul nostro suolo salvifico almeno temporaneamente, conducendoli dai porti di sbarco dapprima ai Centri per l’identificazione (ed eventuale successiva espulsione), per valutarne i requisiti soggettivi legittimanti per il rifugio, l’asilo e l’accoglienza interinale. Quindi rispetto alle successive possibili destinazioni per poterli stabilizzare, localmente, sul vecchio continente in ciascuno dei Paesi componenti della U.E.. Ovvero, in maggioranza, da dover respingere.

In ogni caso, si tratta di situazioni soggettive da dover verificare con le attuali procedure decidendone le sorti che, attraverso i meccanismi previsionali della cd “ricollocazione”, dovrebbero avvenire all’interno del sistema europeo. Quindi destinandoli “per quote” nei diversi Paesi perseguendo una linea guida di azione imposta dalle norme dei tre Regolamenti di Dublino, negli anni intervenuti a regolare la materia della “prima accoglienza” e dei relativi adempimenti.  

Quanto appena scritto è quello che per norma, come per pratica, dovrebbe avvenire.

Tuttavia, ciò non accade nella perdurante, sostanziale, assenza “politica” dell’Europa e nell’inefficienza dei suoi organismi specifici di settore che, pur da tempo costituiti, non sono mai divenuti operativi e sia che si parli dell’Agenzia SECA con sede a La Valletta di Malta, come della Polizia di frontiera (per il Mediterraneo) FRONTEX o infine delle varie missioni varate, fra le quali “TRITON” che ha preso il posto già di “Mare nostrum”. O quella denominata “Sophia” in atto contro gli “scafisti” in partenza dalle coste libiche.  

In ogni caso, resta la realtà di fatto che, per l’Europa, i “Paesi di frontiera” sempre più duramente impegnati nella crescente emergenza umanitaria ed alle prese con un fenomeno di tendenza pluriennale, nella concorde previsione degli osservatori, siano, e restino, solo l’Italia e la Grecia. Al massimo aiutati economicamente.

 Comunque, in questo quadro sicuramente non consolante, lodevolmente passando dalla protesta per il mancato intervento concreto, ancora assente, da parte delle Istituzioni politico-governative dell’Unione Europea, il nostro esecutivo, e per esso il Ministero dell’Interno, a seguito dell’intervento legislativo effettuato dal Parlamento con la c.d. “legge Minniti”[1] è passato positivamente alla realizzazione di fatti.              

Ovvero, all’organizzazione concreta, o meglio alla costruzione di un sistema efficiente di gestione dell’accoglienza dei migranti, per uscire dall’emergenza. Così dimostrando, in Europa, agli altri, le stesse capacità operative da sempre riconosciuteci per i salvataggi, oltre alla proverbiale umanità ed intervenendo,  con visione giuridico – organizzativa più ampia, nel settore della “protezione internazionale”.

Sempre restando in attesa dell’Europa politico amministrativa.

In effetti, venendo al tema specifico, si tratta di sostenere i candidati rispetto alle impegnative prove previste dall’itinerario selettivo dell’importante Bando concorsuale del Ministero dell’Interno per  procedere all’assunzione di 250 Funzionari pubblici, laureati e specializzati. Soggetti e candidati dotati di elevata qualificazione professionale, destinati a svolgere specifiche funzioni relative agli istituti di protezione internazionale delle persone da dover applicare, in Italia, operando nelle previste Commissioni territoriali ed in quella centrale già costituita. Nonché a rappresentare in giudizio presso le nuove Sezioni dei Tribunali distrettuali ex art.417 bis del Codice processuale civile l’Amministrazione statale. In questo contesto positivo anche gli uffici territoriali di Prefettura vengono contestualmente rinforzati.

Un dato non ufficiale indica in circa 85.000 le domande di partecipazione pervenute.

Per sostenere subito ed al meglio questa importante possibilità di sbocco professionale pubblico, nello sforzo complesso che obiettivamente richiede, l’Università LINK CAMPUS proseguendo un percorso formativo già per tempo avviato con diverse iniziative, anche con CROCE ROSSA, proprio quest’anno con il “Corso di Alta specializzazione” rivolto al personale già operante responsabile della gestione dei Centri accoglienza per i migranti, adotta la presente iniziativa di didattica e formazione specialistica mediante  l’offerta di un Master dedicato, denominato:  

 

“Il diritto alla protezione internazionale”.

In proposito, ricordiamo come il Presidente di questa Università, Prof. Vincenzo SCOTTI, indimenticato Ministro dell’Interno in diversi governi della nostra Repubblica, abbia, dall’alto della sua esperienza politico amministrativa, sempre sostenuto la necessità di dotare di una specifica organizzazione il “sistema di accoglienza”. Quindi, di rafforzare i mezzi e gli uomini disponibili nelle strutture centrali e territoriali, le Prefetture come le Commissioni, per fronteggiare un problema migratorio da considerarsi epocale.     

Tali suoi auspici sono divenuti ora legge.

 Considerata la perdurante emergenza è nel quadro di attività, sinteticamente delineato, che si viene a collocare il Master annuale proposto, per l’Anno accademico 2017/2018, attraverso una didattica svolta in modalità e-learning per poter raggiungere tutti gli interessati, oltre che con laboratori teorico pratici sui temi dell’ordinamento giudiziario e processuale. Infatti, le attività di formazione previste vengono strutturate in analogia alle materie di esame indicate nel bando (v. schema didattico) aggiungendovi la docenza di Ordinamento giudiziario italiano e comparato. Stante la urgente necessità organizzativa per il Ministero della Giustizia e per quanto di competenza del Consiglio Superiore della Magistratura, nella previsione di legge, di dover istituire, presso i Tribunali ordinari aventi sede nei 26 capoluoghi distrettuali, le “Sezioni giudiziarie specializzate” per affrontare il contenzioso relativo, in materia, agli istituti normativi dell’Unione Europea ed a quelli della protezione internazionale.

Può affermarsi che si tratta di un importante, quanto necessario, adeguamento delle  nostre strutture giurisdizionali rispetto agli oltre 50.000 ricorsi già pendenti in materia, relativi ad un fenomeno migratorio che impegnerà sempre di più, sotto molteplici ed importanti aspetti, anche gli uffici giudiziari civili e penali come le loro strutture.

In proposito, la presente offerta formativa affidata ad un ristretto gruppo di docenti specializzati costituisce, all’attualità, un progetto di qualificazione professionale unico nell’ambito dell’intero panorama universitario italiano.

Sia per la completezza ed originalità della didattica formativa prevista in modalità e-learning accompagnata da testi scritti di riferimento che per la possibilità del conseguimento di un titolo specialistico al quale il candidato perverrà attraverso uno studio innovativo rivolto ad un complesso di materie, tutte in rapida evoluzione, che nessun’altra istituzione formativa propone.

Roma, 27 luglio 2017

Il Direttore del Master                                                                          Il Docente coordinatore

     Stefano PALUMBO                                                                                             Franco CIUFO

 

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