Proposta Savona-Rinaldi su “Milano Finanza”

Se ne parla ormai un po’ ovunque del piano per la riduzione del debito pubblico nazionale dei professori Paolo Savona e Antonio Maria Rinaldi, rispettivamente, noto economista e docente della Link Campus University.
Su “Milano Finanza” del 24/05/2012 ne scrive il bravissimo Lorenzo Romani, nell’articolo “Arriva una nuova proposta per tagliare il debito. Occhiello: “Un piano, firmato anche da Paolo Savona, ipotizza che Cdp e Fintecna costituiscano un fondo su cui collocare asset per oltre 300 mld”. In effetti, è proprio di questo che si tratta.
Come spiega il giornalista, il progetto propone d’individuare una porzione non strategica e disponibile del patrimonio pubblico, da vendere sul mercato attraverso un veicolo ad hoc. Per fare ciò ci si potrebbe avvalere della Cassa depositi e prestiti e di Fintecna, che mediante la costituzione di una società dedicata, comprerebbero dallo Stato beni e diritti in tranche da definire. Gli asset verrebbero utilizzati come garanzia patrimoniale per emettere obbligazioni a scadenza quinquennale. I capitali così acquisiti verrebbero girati allo Stato, che li impiegherebbe per abbattere il debito pubblico.
A differenza delle proposte di lavoro elaborate in precedenza da altri, quella di Savona e Rinaldi rappresenta anche una garanzia per i piccoli risparmiatori. “Il veicolo ad hoc” emetterebbe infatti warrant detachables rivendibili separatamente: queste consentirebbero al possessore di godere del diritto di prelazione nell’acquisto degli asset trasferiti dallo Stato, nel momento della cessione effettiva.

Il piano Savona-Rinaldi costituirebbe inoltre un’operazione a costo zero per i cittadini, e che assicurerebbe loro un’adeguata remunerazione. E ciò, senza il bisogno di creare nuove e dispendiose strutture, in quanto si utilizzerebbero quelle già esistenti.
Quello di Savona e Rinaldi rappresenta un progetto suscettibile di continua evoluzione. Per questo è stato costituito un Comitato per l’intervento straordinario di riduzione del debito pubblico, aperto alla partecipazione degli esperti di qualunque settore, che vogliano contribuire alla buona riuscita dell’iniziativa. Iniziativa, questa, che sarà a breve illustrata ai parlamentari e alla stampa.

Il piano è stato presentato la prima volta il 15 maggio scorso presso la Biblioteca della Link Campus University, in un seminario che ha visto la partecipazione e l’approvazione di esso da parte di esponenti di partiti politici di tutti gli schieramenti. È dunque appropriato sottolineare la sua trasversalità, il fatto che la proposta dei due professori trascenda l’ideologia, sacrificandola sull’altare della praticità, delle soluzioni concrete a problemi reali.
L’incontro è stato arricchito dalla presenza e dall’intervento dell’on. prof. Vincenzo Scotti, presidente dell’Università.

In conclusione, il tempo a disposizione è davvero poco: o l’Italia fa una scelta ragionata, o sarà la sregolatezza economico-finanziaria a decidere per lei. Tertium non datur, con tutto ciò che ne conseguirà. I tempi sono maturi, e si è acquisita ormai la coscienza che è necessario mettere da parte i contrasti e convergere unitariamente in proposte concrete per il bene supremo del Paese. Annegheremo in un mare di debiti o ci salveremo, come al solito, ai calci di rigore?