Regolamento Giallo al mare

REGOLAMENTO

 

Articolo 1 – Finalità
Il concorso “Giallo al mare” vuole offrire a tutti gli studenti universitari italiani e a tutti gli studenti italiani che abbiano conseguito il diploma di maturità nell’anno scolastico 2011/2012, l’occasione di esprimere se stessi e la propria fantasia nella scrittura di un racconto giallo.

Articolo 2 – Modalità di partecipazione
I partecipanti dovranno scrivere un racconto giallo della lunghezza massima di 5 pagine da 3.000 battute ciascuna (spazi inclusi) in formato Word: il carattere utilizzato dovrà essere Calibri, Times New Roman o Arial, corpo 12.
Nella stesura del testo dovrà essere obbligatoriamente utilizzato uno degli incipit previsti dal presente regolamento: tali incipit non saranno calcolati nel conteggio finale delle battute del racconto.
Gli incipit sono indicati nell’ALLEGATO A.
Ciascun partecipante potrà inviare un solo racconto. Non saranno ammessi testi copiati da altre fonti.
Il linguaggio utilizzato nei racconti dovrà essere conforme al buon costume: saranno pertanto esclusi tutti i lavori dal contenuto volgare, blasfemo, pornografico, ecc. L’erotico è ammesso, ma nella misura in cui non sconfini nel volgare, nel pornografico e in generale nel cattivo gusto.
I racconti dovranno essere inviati via e-mail, entro e non oltre il 15 settembre 2012, all’indirizzo gialloalmare@unilink.it.
Il racconto scritto può essere sostituito da un video racconto di 5 minuti in formato MPEG4, da inviarsi su DVD al seguente indirizzo postale: Giallo al mare, Link Campus University, via Nomentana 335, 00162 Roma.

Articolo 3 – Selezione del vincitore
Una Commissione valuterà i lavori pervenuti all’indirizzo e-mail (o all’indirizzo postale)  sopraindicato, scegliendo un vincitore in base a determinati criteri, quali: originalità della trama, qualità dello stile di scrittura utilizzato, livello di suspense, effetto sorpresa, finale ad effetto.

Articolo 4 – Premiazione
Il nome del vincitore sarà comunicato pubblicamente il 20 settembre presso una location misteriosa: trovarla sarà anch’esso un giallo!!!
Il vincitore sarà premiato con una borsa di studio al 100% per iscriversi al corso di laurea in Comunicazione e DAMS presso la Link Campus University, più una seconda borsa al 50%, valida per lo stesso corso di laurea e da destinarsi a una persona da lui prescelta.

Legge applicabile, giurisdizione e competenza
Il concorso regolato dal presente bando sarà disciplinato dalla legge italiana e da ogni altra norma applicabile nel territorio della Repubblica italiana.

Trattamento dei dati personali
I dati richiesti verranno trattati nell’assoluto rispetto delle disposizioni contenute nel Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e sue successive modificazioni e integrazioni.

Allegato A

1.

Andrew accelerò il passo un’ultima volta. Era ormai esausto. Portava più di mezz’ora di ritardo, che nella prospettiva dell’intransigente e spietato professor Mc Gregor sarebbe equivalsa a un’eternità.
L’autobus non era passato per un buon quarto d’ora, e il giovane aveva deciso di fare tutta la strada di corsa. Secondo i suoi calcoli avrebbe impiegato meno tempo che se avesse atteso il mezzo. Giusta o sbagliata che fosse stata la scelta di correre anziché attendere, ormai non c’era più tempo per rifletterci su.
Andrew raggiunse finalmente la stanza del suo relatore per la tesi di laurea, aspettandosi di esserne espulso a causa del ritardo prima ancora di dire buongiorno. Contrariamente al solito, la porta era chiusa.
Il ragazzo accarezzò per un istante l’idea di andarsene senza neppure provare a farsi vedere. Poi riprese coraggio, e bussò un paio di volte. Nessuno rispose.
Qualcosa sfrecciò alla destra di Andrew, spaventandolo. Era la segretaria del professor Mc Gregor, che irrompeva nello studio del docente senza neppure bussare. Doveva trattarsi di qualcosa di veramente urgente.
In quel momento, di fronte ai volti impietriti di Andrew e della segretaria del prof. Mc Gregor, si dispiegò uno fra i più macabri scenari a cui ci si potrebbe aspettare di assistere all’interno di un’università.
Il cadavere del Professore giaceva a terra con la gola squarciata, bianco pallido  in un lago di sangue secco. A giudicare dall’odore che proveniva dal corpo, e considerando il fatto che era piena estate, la morte doveva essere avvenuta da almeno un paio di giorni.

2.

«Lo sai perché il pianeta Nettuno si chiama così?», disse Mark.
“No, dimmelo tu che sai tutto”,  rispose Lisa.
“Perché Nettuno era il dio del mare”.
“E allora?”.
“Di che colore è il mare?”.
“Trasparente… ehm blu! Ma che centra col pianeta? Ah…”.
“Vedo che hai capito, finalmente: il pianeta Nettuno si chiama così perché è blu, e quindi hanno deciso di dedicarlo al dio romano del mare”. Mark mimò sarcasticamente un applauso.
“Bene” continuò Mark, “ora che ci siamo conosciuti, dimmi chi diavolo è stato ad avvelenare mio padre, oppure accendo il fiammifero che ho in mano e ti do fuoco. Inzuppata di benzina come sei non dovresti metterci molto a diventare un carboncino”.
Negli occhi di Mark, Lisa leggeva la sua determinazione: nulla lo avrebbe potuto fermare, se non (forse) una confessione della sua ex coinquilina.
Centinaia di chilometri di bosco separavano i due ragazzi da qualunque altro essere umano.
Il terribile inverno polacco conferiva un’aura spettrale a ogni finestra del castello. E le grate arrugginite garrivano al vento.

3.

Una volta la ketamina si utilizzava soprattutto come anestetico per cavalli. Oggi viene largamente consumata dai giovani, soprattutto a Toronto, città di studenti dove le droghe sono quasi più comuni dei libri di testo. E naturalmente, ogni tanto qualcuno ci lascia la pelle. A morire sono spesso anche gli spacciatori, per via delle guerre finalizzate al controllo del territorio.
Ieri sera qualcuno ha freddato il fratello di Eddy mentre vendeva ketamina per strada.
Eddy è un poliziotto, ma è pur sempre un essere umano. E la vendetta una pietanza che va somministrata gelida.

4.

“La chiamavano Bocca di Rosa, metteva l’amore metteva l’amore, la chiamavano Bocca di Rosa, metteva l’amore sopra ogni cosa.  Appena scesa alla stazione del paesino di San’Ilario, tutti s’accorsero con uno sguardo, che non si trattava di un missionario…”


Lo stereo continuò a cantare a lungo nel bel mezzo della notte, finché un gruppo di studentesse non irruppe nella stanza della loro collega italiana con l’intenzione di dirgliene quattro. A New York erano le 3 e mezza del mattino.
Lucia giaceva sul letto, pallida e indifferente. Sembrava morta… era morta!