Seminario sulla riduzione del debito pubblico

Il 15 maggio 2012 si è svolto presso la Biblioteca della Link Campus University il Seminario sulla riduzione del debito pubblico, promosso dal Comitato per l’intervento straordinario di riduzione del debito pubblico.

Paolo Savona, professore emerito di politica economica e presidente del Fondo interbancario per la tutela dei depositi, ha aperto l’incontro con una prolusione sulla natura e l’uso del debito pubblico. Ha poi illustrato i recenti e più autorevoli progettiper ridurne l’entità, quali: l’originaria proposta del prof. Savona e del prof. Guarino, quella di Monorchio e Salerno Aletta, l’ipotesi di lavoro di Capaldo con relative varianti, “il suggerimento” di Amato.
Nel corso dell’esposizione, il prof. Savona ha sottolineato le criticità dei meccanismi basati su imposizioni di tipo patrimoniale, dirette o indirette, mentre si è espresso a favore delle soluzioni che prevedono dismissioni “ragionate” di porzioni del patrimonio pubblico senza gravare sui cittadini.
L’intervento dell’autorevole economista si è concluso con un focus sulle divergenze economiche fra i paesi dell’Eurozona, e le imprevedibili conseguenze sociali che questa situazione genererà in Europa.

Nell’intervista rilasciataci dopo la fine del seminario, il prof. Savona ci ha spiegato che “In estrema sintesi, per ridurre in maniera significativa il nostro debito pubblico, bisogna costituire una società di 100 miliardi di euro, che ne emetta 300 sotto forma diobbligazioni con warrant sui beni che lo Stato cede alla società, incassandouna cifra che restituisce al mercato rimborsando debito pubblico e rendendofinanziariamente neutrale l’operazione. Tra effetti diretti e indiretti, ilrapporto debito pubblico/PIL scenderebbe sotto i 100, sostanzialmente parificando la situazione italiana a quella prevalente in altri paesi”.

 

Nel corso del convegno, introdotto e moderato sempre dal prof. Paolo Savona, il prof. Antonio Maria Rinaldi ha presentato la proposta d’intervento straordinario sulla riduzione del debito pubblico elaborata dall’omonimo Comitato. Tale ipotesi di lavoro costituisce l’evoluzione del progetto in origine presentato dal prof. Savona e dal prof. Guarino.
Il Comitato per l’intervento straordinario di riduzione del debito pubblico propone che una società veicolo controllata dallo Stato acquisti a prezzi predeterminati una parte del patrimonio pubblico disponibile e non strategico pari a circa il 20% di esso. L’acquisto dovrebbe avveniremediante la liquidità generata dal collocamento di obbligazioni, con annessa opzione di acquisto sempre a prezzi predeterminati, garantite dagli stessi beni pubblici acquistati.

Il prof. Antonio Maria Rinaldi, da noi intervistato, ci spiega meglio la proposta del Comitato, oltre ai passaggi fondamentali del ragionamento che sottende la sua formulazione.
La proposta per la riduzione straordinaria del debito pubblico italiano scaturisce dalla necessità di riportare lo stesso a livelli di ‘compatibilità’ con le effettive risorse e soprattutto capacità del sistema-Italia,indipendentemente dal fatto che ci siamo legati all’Unione Europea con dei trattati, come quello di Maastricht, che ci impongono delle convergenze e vincoli economici specifici. L’entità del debito ha un costo troppo oneroso per poter essere sostenuto nel tempo, mentre esso sottrae immense risorse che invece potrebbero essere destinate agli investimenti e alla crescita.
Molte sono state le proposte formulate negli anni per tentare di risolvere questo problema, ma nessuna è andata oltre la pura teoria.
Nella convinzione che i tempi non consentono più di prorogare il problema, abbiamo ideato all’interno della Link Campus University un comitato, che coordinato dal grande prof.Paolo Savona, potesse affrontare il problema con ‘armi non convenzionali’. Ne è scaturita una proposta originale, con il preciso scopo di abbattere una quota di stock del debito per poterlo riportare sotto la soglia psicologica del 100%, consentendoci di riavvicinarci a quello dei nostri diretti partners, Francia e Germania, ormai prossimi a quota 90%.
Si tratterebbe di coinvolgere un 20% del patrimonio dello Stato, disponibile e non strategico, complessivamente pari a circa 1800 miliardi di euro. Tecnicamente lo Stato, impossibilitato ad alienare convenientemente oggi, poiché le condizioni di mercato non consentono attualmente corrette valutazioni, venderebbe alla Cassa Depositi e Prestiti e/o Fintecna tutte le partecipazioni di cui sopra, ricevendo liquidità dalle obbligazioni emesse da tali istituti. Caratteristica dell’operazione che alle obbligazioni emesse sul mercato, ormai senza più la garanzia della Stato ma con solo quella della consistenza patrimoniale, sarebbe abbinata un’opzione, un warrant, necessario per l’acquisto dei beni stessi trasferiti.
In questo modo, lo Stato incasserebbe immediatamente la liquidità necessaria a rimborsare quota del debito, e lo strumento Cassa Depositi e Prestiti e/o Fintecna avrebbero almeno il tempo necessario, pari alla vita dell’obbligazione ipotizzata in 5 anni, per poter alienare proficuamente i beni. Tale meccanismo avrebbe sicuramente il gradimento dei mercati perché darebbe la doppia opportunità ai sottoscrittori di godere di un rendimento determinato dal tasso corrisposto alle obbligazioni, e dall’esercizio o dal ricavato della negoziazione del warrant. Inoltre metterebbe i compratori dei beni dello Stato tutti sullo stesso piano, evitando favoritismi, in quanto passerebbero tutti tramite l’esercizio dei warrant. Questo a grandi linee il progetto, con il non trascurabile pregio, di non far ricorso ulteriormente a nessun prelievo fiscale a carico dei cittadini e delle imprese.

Al fine di rendere perfettibile l’impianto di questa proposta, si è convenuto di costituire un Comitato, a cui chiunque può aderire, purché animato da spirito costruttivo, oltre che critico, per poter affinare  tecnicamente lo schema sopra esposto per la riduzione straordinaria del debito pubblico. Lo scopo è quello di individuare, in tempi brevi, una definitiva proposta operativa da tramutare in disegno di legge da sottoporre alla discussione e all’approvazione. Crediamo che solo dal confronto possa scaturire una buona proposta operativa che vada oltre il semplice esercizio accademico. I tempi sono maturi per affrontare seriamente e concretamente il problema principale del paese: il debito pubblico, il quale sta letteralmente bruciando tutte le risorse disponibili. Non ce lo impongono solo i Trattati, ma anche e soprattutto la nostra sopravvivenza ed identità economica!”.

 

Terminato l’intervento del prof. Rinaldi, ha preso la parola il dott. Paolo Balice. Il dott. Balice, Presidente dell’AIAF (Associazione Italiana Analisti Finanziari), ha sottolineato l’attenzione che l’associazione stessa ha riservato al tema della crisi del debito sovrano con il position paper presentato a fine gennaio presso la stessa Link Campus University.
Il dott. Baliceha dichiarato che il passaggiodel possesso di titoli di stato dagli investitori esteri a quelli italiani, è la premessa necessaria per un maggior coinvolgimento del risparmio privato in un’operazione di finanziamento della dismissione progressiva del patrimonio pubblico.Ha infine ribaditola necessità di continuare nelle riforme finalizzate al controllo futuro della spesa pubblica, al fine di garantire un successo duraturo nell’abbattimento strutturale del debito.

L’avvocato Giorgio Sbarbaro, esperto di diritto commerciale,dopo un’esposizione dei principali dati relativi al patrimonio dello Stato, e dei metodi di valorizzazione dello stesso, ha evidenziato che proprio tali dati sono alla base del progetto.
Della proposta per la riduzione del debito pubblico ha poiillustrato la parte operativa e i principali elementi che la caratterizzano, soffermandosi in particolare sul meccanismo delle obbligazioni con opzione, sulle caratteristiche della c.d. “società veicolo”, con un’analisi dei principali soggetti controllati dallo Stato e già operanti sul mercato, che potrebbero essere coinvolti nel progetto. L’Avvocato ha poi presentatoi fattori innovativi dell’ipotesi di lavoro del Comitato, che la rendono un concreto passo avanti rispetto al passato.

In separata sede, Giorgio Sbarbaro ci ha detto: “Credo che non solo non sia possibile un ulteriore incremento dellapressione fiscale, sia a titolo ordinario che straordinario, sia di tiporeddituale che patrimoniale, ma anche che siano già evidenti i segni di

possibili rischi della pace sociale in assenza di interventi concreti d’immediato rilancio dell’economia.
Per quel che concerne in generale ilquadro normativo ricordo che l’imprenditore tende a privilegiare un quadrodi essenziale stabilità normativa di medio-lungo periodo perché solo inquesto modo è possibile predisporre ed attuare dei programmi aziendali.
Ilmutamento del quadro normativo rischia di inficiare programmi aziendali e direndere non più validi programmi che lo erano all’origine. Stabilitànormativa non significa “paralisi” normativa. Il Parlamento avrebbe in questo momento un’importantissima funzione di razionalizzazione, revisionee coordinamento di un sistema legislativo che, come ho già detto in altraoccasione, ritengo il frutto di una stratificazione ultra-trentennale che ne

ha compromesso la ragionevolezza, la comprensibilità e l’applicabilità nondiscrezionale.

 

Il prof. Pierluigi Matera, presidente della Scuola di ateneo postgraduate della Link Campus University, ha sottolineato il valore economico-sociale di una riduzione del debito pubblico che non gravi sui cittadini e sulle imprese, fattore che tra l’altro danneggerebbe ulteriormente la nostra economia.Poi ha lasciato la parola alla platea degli ospiti per commenti e domande, a cui i relatori hanno risposto, ciascuno in base ai propri interventi.

In conclusione, il prof. Scotti ha ribadito l’interesse della Link Campus University ad ospitare e a promuovere iniziative quali quella del Comitato, e si è dichiarato disponibile a sostenerne la presentazione presso le sedi istituzionali.

L’alto livello degli ospiti presenti, tutti appartenenti al mondo della politica, delle istituzioni, della finanza e delle imprese, e il grado di approfondimento degli interventi e dei quesiti, hanno confermato l’interesse suscitato dalla proposta negli addetti ai lavori.

Entro la fine del mese di giugno è previsto un ulteriore evento che illustrerà lo stato di avanzamento della proposta del Comitato per l’intervento straordinario di riduzione del debito pubblico.