Social Innovation alla Link Campus University. Una linea di ricerca trasversale

La visione scaturita dai seminari “Social Innovation LINKs”

La riflessione sull’impatto che come società abbiamo sull’ecosistema e sulle relazioni umane sta acquistando sempre più spazio nella coscienza comune. Di conseguenza, il senso di responsabilità nei confronti dell’ambiente, della società e del benessere economico non è più avvertito come distante e separato dalle azioni che compiamo nel corso della nostra vita quotidiana. A ciò si aggiunge la consapevolezza di condividere interessi comuni che attraverso la capacità di fare rete possono influenzare non solo la propria realtà, ma anche quelle circostanti. Tali processi generano una forte spinta al cambiamento, alla collaborazione, alla nascita di nuovi stimoli creativi provenienti da tutti gli attori (dalle istituzioni alle imprese, dai cittadini ai consumatori) e gli ambiti della società, trovando un valido supporto nei mezzi tecnici a disposizione. A tal riguardo, negli ultimi anni l’idea di innovazione è stata sempre più associata all’idea di uno sviluppo tecnologico, in particolare per quanto riguarda l’ampia diffusione di Internet e in generale delle ICT (Information and Communication Technology). Sicuramente l’ampia diffusione delle tecnologie, unita all’affermazione di approcci collaborativi e inclusivi nella definizione di mercati e servizi, è un fattore abilitante, ma non esaurisce l’ampio sistema di relazioni e mezzi che entrano in gioco sull’argomento. L’innovazione da cui l’intero ecosistema sociale trae un beneficio, spesso è sollecitata tramite modalità insolite e inaspettate e attiva risorse poco considerate, benché alla portata per lo più di tutti.  Il design thinking, ad esempio, fa leva su diverse tecniche espressive ed abilità insite nell’uomo al fine di risolvere problemi complessi o trovare modalità nuove per affrontare la realtà. Questa innovazione che viene dalla società e la coinvolge in modi diversi è oggi riferita a un peculiare concetto anglosassone, ossia quello di social innovation, di difficile traduzione, poiché reinterpretato alla luce dei diversi fenomeni di cambiamento emergenti a livello nazionale e internazionale. Tuttavia, nell’intraprendere uno studio a tutto tondo di questo fenomeno ha senso chiedersi che cosa si intenda oggi per social innovation e perché sia considerata un approccio all’innovazione particolarmente adatto ai nostri tempi.

La Link Campus University ha cercato di affrontare questo quesito aprendo un filone di ricerca trasversale alle varie aree e Corsi di Laurea presenti nell’Università (giuridica, economica, comunicativa, politica e sociale), coinvolgendo professionisti esterni, docenti, ricercatori e studenti, per dare impulso al dibattito e definire alcune strade da percorrere in futuro, in accordo con la vocazione dell’Università a raccogliere e far incontrare saperi diversi per crearne un sistema organico e strutturato. L’ambito di indagine relativo all’innovazione sociale è senza dubbio vasto e interessa diverse discipline e numerosi punti di vista. Come detto, infatti, non esiste una definizione condivisa e stringente per “social innovation”, né quest’ultimo può dirsi un fenomeno esclusivo della nostra epoca storica, dato che l’innovazione sociale avviene ciclicamente e continuamente a seguito del cambiamento dei modelli produttivi e di sussistenza dell’uomo. Senza dubbio, l’exploit del termine, dal forte potere evocativo, è legato all’evidente crisi dei modelli tradizionali nell’affrontare le sfide sociali, ambientali ed economiche che ormai da diversi anni stanno emergendo con sempre più forza. Un cambio del genere impone di rimettere in discussione modelli normativi, di business, istituzionali, etc.

Con l’intento di approfondire la ricerca in tale senso, il 30 marzo e il 6 aprile 2016 si sono tenuti presso l’Università degli Studi Link Campus University due seminari sul tema della social innovation, a cui hanno partecipato alcune delle figure attualmente più attive ed influenti nella ridefinizione dei modelli e delle prospettive di sviluppo futuro del territorio nazionale. Attraverso un dialogo a più voci si è cercato di stimolare la riflessione sui nuovi modelli e approcci aventi impatti positivi sull’economia, l’ambiente, la società nel suo complesso. Nell’ottica di un percorso che si protrarrà con altre iniziative e momenti di collaborazione, sono stati affrontati innanzitutto due dei principali aspetti della social innovation, ossia quello economico e quello istituzionale, dove iniziano già a vedersi chiaramente gli effetti di un cambiamento culturale in atto.

 

Il primo seminario:

“L’IMPRESA SCENDE IN CAMPO: NUOVE ORGANIZZAZIONI PER FORME DI PRODUZIONE SOSTENIBILI”

Il seminario ha affrontato alcune criticità legate alla creazione di nuovi modelli di business sostenibili. In particolare, è stato indagato l’impatto della social innovation sulle aziende e sul loro posizionamento nel mercato e nella società stessa. Molte sono le sfide da affrontare e le opportunità da cogliere per quanto riguarda lo sviluppo di processi sostenibili relativi a strumenti di finanziamento, business model, coinvolgimento attivo dei consumatori attraverso metodologie collaborative, evoluzione della responsabilità sociale d’impresa e dei percorsi educativi e nuove forme di organizzazione del lavoro.

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Il secondo seminario:

“LE ISTITUZIONI E I CITTADINI: CO-DESIGN DI POLITICHE E NUOVI MODELLI DI GOVERNO”

Il seminario ha affrontato il tema dell’evoluzione del rapporto tra Istituzioni e cittadini, che si sta spostando verso un approccio sempre più collaborativo. Nel corso dell’incontro sono stati discussi strumenti e modalità, con particolare riferimento al coinvolgimento della società civile a supporto di una progettazione condivisa delle politiche territoriali. Dall’ascolto delle buone pratiche presentate sono emersi diversi spunti e riflessioni per quel che riguarda l’apertura dei modelli di governance, le reti di cittadini e l’animazione territoriale, la gamification, l’arte e la comunicazione come prerequisiti della partecipazione attiva, il co-design e la valorizzazione dello spazio pubblico come momenti di incontro e scambio di energie con il territorio. 

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In sintesi, la social innovation può essere vista come un processo grazie al quale dall’incapacità di soddisfare alcuni bisogni sociali emergenti prende il via la ricerca di nuove soluzioni sostenibili dal punto di vista economico, sociale ed ambientale che trasformano i modelli preesistenti. Non esiste, quindi, un percorso già tracciato, né soluzioni confezionabili a priori. Al contrario, l’apertura verso nuove modalità operative ed espressive, la contaminazione tra diversi ambiti e il continuo processo di scambio e collaborazione tra le diverse parti che compongono il sistema sono il cuore e la base di partenza per la realizzazione di soluzioni innovative che vadano a beneficio dell’intera società. Dunque, ciascuna competenza e professione è indispensabile e può dare un valido contributo alla realizzazione di innovazioni di successo, sia in ambito privato che pubblico. Di conseguenza, occorre aprire la propria visione, assumere nuovi punti di vista, guardando ai sistemi circostanti e scambiando informazioni con essi.

L’insegnamento pratico e profondo che si può cogliere da questa esperienza accademica per proseguire con una linea di ricerca comune è l’importanza di fare rete e di far partecipare chiunque ne abbia interesse, dando spazio a idee, passioni e conoscenze. Per questa ragione è importante creare degli spazi laboratoriali in cui docenti, studenti e realtà esterne apprendano in modo circolare e continuo nuove competenze per diffondere la conoscenza nelle sue diverse forme e far nascere soluzioni integrate con le attese del territorio. Questo tipo di competenze sta diventando sempre più richiesto e competitivo sul mercato del lavoro e la prima a doverne essere cosciente è proprio l’Università, che attraverso i diversi percorsi formativi, le attività extracurriculari e di placamento crea un ponte fondamentale tra scuola e lavoro.

I seminari Social Innovation LINKs hanno visto la collaborazione tra i diversi organismi e Corsi di Laurea della Link Campus University per creare un momento di scambio e contaminazione utile a tutte le diverse discipline, incarnando così proprio i valori e i principi sostenuti dalla social innovation. Gli ambiti da affrontare e approfondire in maniera congiunta sono numerosi. Per mettere a frutto quanto emerso, occorre quindi costruire una visione d’insieme aperta a ulteriori proposte e collaborazioni interdisciplinari che vadano a creare un impatto positivo sull’Università in prima battuta e sulla società di conseguenza. L’Università stessa diventa così un luogo dove sperimentare e sviluppare le proprie idee di business a beneficio della società, creando un saldo legame con il mondo del lavoro.

In conclusione, come messo in evidenza durante i due eventi Social Innovantion LINKs, citando Alvin Toffler “Gli analfabeti del XXI secolo non saranno quelli che non sanno leggere e scrivere, ma quelli che non sanno imparare, disimparare e ri-apprendere?”.

di Valentina Volpi

v.volpi@unilink.it

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Per approfondimenti e contatti:

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