Studenti ed ex studenti Dams in scena con D.N.A., regia Silvio Peroni

D.N.A. acido desossiribonucleico di Dennis Kelly

 

con (in ordine alfabetico)

Damiano Bonforti, Nicoletta Brunelli, Salvatore Cuomo, Mauro De Maio, Alessandro Lui, Laura Martinelli, Rosa Naccarato, Isabella Quaia, Diletta Scrima, Gianni Spezzano, Simone Villani

Regia di Silvio Peroni

assistenti alla regia Cristina Fusco e Rachele Minelli

18 dicembre 2013

Centrale Preneste Teatro

Via Alberto da Giussano, 58 Roma

SINOSSI

Una commedia amara che racconta il mondo, a volte crudele e spietato dei giovani, un mondo che protegge i molti alle spese del singolo. Uno scherzo finisce in tragedia: il panico e la necessità di coprire le tracce, di improvvisarsi freddi calcolatori, di tenere un segreto che unisce tutti per essere un gruppo, un branco; i colpi di scena, i sensi di colpa, la follia accendono i riflettori sulle dinamiche del gruppo.
‘Morto ?’ ‘Sì’. ‘Come, Morto?’.

L’azione si svolge in una strada, un campo e in un bosco. Un gruppo di ragazzi hanno fatto qualcosa di negativo, davvero negativo, poi panico e il bisogno di insabbiare il tutto. Si dice che un ragazzo è morto. È stato visto l’ultima volta in bilico sulla grata di un profondo pozzo in disuso preso di mira dai sassi lanciati dai suoi amici. Tutti possono essere colpevoli, ma nessuno ha intenzione di essere accusato.
Il gruppo, si trova a fare i conti con il senso di colpa individuale e collettivo. Una violenta lotta di potere seguirà questi tragici eventi, provocando una battaglia per la leadership. Sarà un giovane eccentrico, tranquillo, eppure sinistro che ascenderà la gerarchia del branco controllando la situazione, ma una svolta catastrofica degli eventi porrà il gruppo di fronte a un tragico dilemma che metterà in discussione la propria moralità e porterà il progressivo sgretolamento del senso di solidarietà del branco causando nuove drammatiche conseguenze.
L’imprevisto rende tutti protagonisti così come la voglia di emergere, anche se all’interno di un contesto criminale. L’interesse dei media, poi, amplifica il diabolico desiderio di lasciare una traccia di sé all’interno degli schermi televisivi. La società è distante ed inutile. Facile da raggirare. Basta mentire, piangere, disperarsi e trovare un possibile colpevole! Giovani abituati ad una idea della morte che assomiglia ad una serie televisiva. Tutti sembrano compatti ed uniti nel portare avanti il mostruoso segreto.

NOTE SUL TESTO
3 atti che si ripropongono speculari in una ciclicità che ricorda quella della vita.
11 personaggi che per loro natura distinguono il bene e il male, non sono buoni o cattivi ma semplici sfumature di un grande spettro, come un affresco dalle tinte del realismo sociale.
11 protagonisti che sperimentano la solidarietà, la paura, la colpa, la violenza, l’amore, l’emarginazione sociale.
Ragazzi che cercano di fare la cosa giusta ma non ci riescono.
Breve e acuto il testo di Dennis Kelly accumula abilmente colpi di scena.
Il senso di colpa, la follia e le dinamiche di gruppo.

Non importa se il tracciato può essere considerato improbabile, perché è tagliente, la scrittura riflessiva di Kelly entra dentro le teste dei personaggi . Una commedia nerissima che mette a nudo il modo in cui l’interesse personale, la pressione, l’incapacità di mettersi in relazione e di entrare in empatia con gli altri porta ad una corruzione strisciante, dove la determinazione a farla franca si risolve solo con l’omicidio.
NOTE DI REGIA
Comportamenti violenti, dinamiche di gruppo e i processi di crudeltà sono problemi particolarmente attuali oltre ad essere questioni delicate e controverse. Le analisi, premurose, dei media vengono spesso eclissate da campagne emotive, caratterizzate dal sensazionalismo. Questi temi, e le discussioni che ne seguono, vengono esplorati in questa pièce. DNA di Dennis Kelly racconta di un gruppo di ragazzi che hanno come punto di ritrovo un bosco. Il dramma inizia dopo una catastrofe (un povero ragazzo finito molto male): buffonate del gruppo che creeranno poi una spirale senza controllo. Kelly ci fornisce le conseguenze, il panico, i modi in cui questa micro-società ha accantonato il proprio sistema gerarchico al fine di formulare un elaborato piano per insabbiare i sospetti .

La natura degli eventi descritti suscita un potente e urgente interesse: in che tipo di società viviamo, dove le persone si comportano in questo modo crudele e insensibile? L’indagine di Kelly, però, valuta il comportamento del gruppo ad un livello primordiale, anziché localizzarlo in un contesto sociale. Come suggerisce il titolo dell’ opera, l’analisi delle dinamiche del gruppo privilegia gli istinti spontanei, i comportamenti impulsivi, come se gli esseri umani siano degli organismi semplici con un set predeterminato di impulsi. Come tale, la natura umana è intesa nel più ampio contesto del mondo naturale, esemplificato da riferimenti a scimpanzé, a campi, a boschi, a stelle e a granelli di sabbia. Di conseguenza DNA non è un semplice dramma di critica sociale, bensì si pone in una prospettiva cosmologica piuttosto indeterminata, che offre poco in termini di analisi o diagnosi. La società diventa primordiale e racchiude in se il selvaggio e crudele.