Tra apprendimenti informali ed educazione al patrimonio culturale: Mapcast, un social network per la valorizzazione del territorio

Nello scenario della crisi economica globale il web rappresenta senz’altro una delle opportunità di maggiore interesse del nostro tempo, sia per le sue impicazioni di sviluppo economico, sia per il valore educativo e culturale che può assolvere nell’apprendimento formale, non formale e informale. Da tempo la Comunità europea ha riconosciuto nella promozione della competenza digitale diffusa il capisaldo per l’affermazione di uno spazio comunitario unitario, fondato sui principi della società della conoscenza. Società caratterizzata, come ha brillantemente sottolineato Castells, su tre fattori tra loro strettamente correlati: informazione, network e globalità.
La rete consente di attraversare, reinterpretare e riscoprire esperienze e opportunità note e desuete alla luce delle molteplici contaminazioni che la scrittura multimediale e reticolare rende possibile, aprendo la via a percorsi e contaminazioni tutti da esplorare, anche sotto l’etichetta dell’edutainment e dell’educazione al patrimonio culturale.
Il termine edutainment è un neologismo coniato da Bob Heyman. Tale espressione nasce dalla fusione delle parole educational (educativo) ed entertainment (divertimento). Si potrebbe tradurre in divertimento educativo. Il termine edutainment è stato utilizzato inizialmente per indicare le forme di comunicazione giocosa finalizzate alla didattica. Ma il concetto si è con il tempo esteso a tutto quanto può essere comunicato, grazie al gioco, in modo simpatico ed educativo. Strettamente connessa a questa medesima logica, basata sulla scoperta e sull’apprendimento attivo e partecipativo, si pone l’Educazione al Patrimonio Culturale che, negli ultimi tempi, è stato oggetto di grande attenzione in tutta Europa. L’Educazione al Patrimonio Culturale, infatti, presenta delle significative possibilità di sviluppo sia in relazione ad approcci pedagogici innovativi (project work, progetto cross-curriculare, alternanza scuola-lavoro, progettazione per competenze, sviluppo di start up innovative ecc.), sia per le implicazioni positive che può presentare in termini di costruzione di una comunità educante che, riconoscendosi attorno a un patrimonio simbolico culturale saldo, può concorrere alla conservazione, trasmissione e salvaguardia della cultura, delle tradizioni e della storia di una comunità.
L’esperienza di Mapcast si pone al crocevia di questo fertile incontro tra cultura, scrittura digitale, spazi di business innovativo e sviluppo di comunità.
Per le aree economicamente marginali, le nuove tecnologie legate a Internet possono diventare un mezzo per superare molti svantaggi. Queste aree sono serbatoi di diversità culturale e, se lasciate in isolamento, rischiano di non avere la forza di sostenere le forme culturali che le rendono distinguibili. Le reti culturali supportate dal basso avvalorano la loro unicità attraverso la condivisione, restituendo la dignità cui ogni forma di sapere ha diritto.
Questi territori spesso contengono monumenti naturali e/o storici che potrebbero attrarre iniziative turistiche a sostegno di forme di piccola ospitalità, B&B, agriturismi, percorsi tematici e/o di scoperta, in grado di permettere alle persone di lavorare dove sono nate, contrinuendo alla cura del patrimonio e della comunità locale. In questo senso, creare percorsi che includano il vissuto territoriale può fare la differenza. Proporre un itinerario vuol dire comunicare una particolare visuale del territorio. Un paesaggio da cui cogliere le irripetibili caratteristiche da miscelare con le proprie capacità di narrazione, un paesaggio fatto di strati di storie, con un suo ordine intrinseco.
Narrare storie legate ad alberi, famiglie, ruderi, a ricette segrete, briganti e streghe significa far rivivere emozioni che coinvolgono sia chi le ascolta sia chi le prepara.
Mapcast nasce per creare questi percorsi e renderli disponibili ai viaggiatori (http://www.mapcast.it).
Mapcast è stato sviluppato con un finanziamento POR FESR 2007-2013 Lazio ed è costituito da un repository geosemantico collegato a una APP per il turismo culturale per Android e IOS dove gli utenti trovano i luoghi sulla mappa in funzione dei propri interessi o della prossimità, e ascoltano le storie che caratterizzano quei luoghi. Le storie sono accessibili singolarmente o all’interno di itinerari sui quali si attiva il Navigatore Turistico che guida l’utente con la voce.
La APP verrà pubblicata a settembre, contestualmente partirà un contest per l’implementazione di itinerari naturalistico-culturali nell’ottica del turismo esperenziale, dedicato a gruppi di persone (studenti, operatori turistici, reti di scuole …), e si propone di fare “rete” tramite la “rete”, per proporre attraverso l’educazione al patrimonio culturale quella non più eludibile educazione interculturale, fondata sul riconoscimento e sul rispetto dei diversi patrimoni simbolico-culturali che determinano le nostre “identità planetarie” nel mondo globalizzato.

di Alessandra Donnini, Etcware
Stefania Capogna