Montepremi da record agli US Open: 38,3 milioni di dollari

Lo sport si conferma uno dei settori di punta in cui investire per sponsor e associazioni. Nuovo caso da record la prossima edizione 2014 degli US Open (25 agosto-8 settembre), l’ultima prova del Grande Slam di tennis per la quale, come annunciato dalla federazione di tennis statunitense USTA, è previsto un montepremi di 38,3 milioni di dollari totali. Un montepremi da record, che segna un aumento del 12% rispetto a quello 2013.

Sia il vincitore del torneo maschile che del femminile guadagneranno 3 milioni di dollari a testa. Ai vincitori del torneo di doppio spetterà invece la cifra di 520.000 dollari. Il torneo di qualificazione offrirà per la prima volta nella storia più di 1,5 milioni in totale, un aumento dell’11% rispetto al 2013. Dave Haggert, presidente USTA, ha dichiarato: “Questo aumento si inserisce all’interno del progetto messo a punto lo scorso anno. Il nostro obbiettivo è raggiungere un montepremi totale di 50 milioni di dollari entro il 2017”.

Cifre da capogiro, che sono il frutto dell’indotto complessivo che una manifestazione come gli US Open è in grado di creare. Il quarto torneo del Grande Slam, infatti, crea un indotto per la città di New York pari a 740 milioni di dollari. Un indotto che cresce di anno in anno. Basti pensare che nel 1991, quando Stefan Edberg vinse gli US Open battendo Jim Courier, l’indotto fu di soli 145 milioni di dollari.

Un trend in forte crescita che, quindi, costituisce nel tennis così come negli altri sport un’opportunità da cogliere al volo, con le dovute competenze, per chi intende avere una carriera di successo. Per questo l’Università degli Studi Link Campus University di Roma ha creato un Corso di Studi in Economia e Politiche dello Sport e un MBA in Diritto e Management dello Sport

Si tratta di un’offerta formativa per la quale la Link Campus University mette a disposizione 12 borse di studio fino al 9 settembre prossimo. Un percorso di studi che può contare sull’esperienza dei più importanti professionisti del settore, come il membro del CIO Mario Pescante, e permette agli studenti di formarsi come dirigenti e consulenti di enti sportivi, manager di associazioni, di società o di atleti professionisti.