E fuori dalla bolla cosa c’è? Viaggio oltre Netflix

 

netflix

di Valentina Re

 

Le prime anticipazioni dei risultati dell’ottavo Rapporto di Ricerca dell’Osservatorio Generazione Proteo, realizzato in piena emergenza Covid-19, parlano chiaro: tanti, tantissimi ragazzi hanno scelto di trascorrere molto del loro tempo libero in quarantena guardando film e serie tv. Sono il 27,6%, più del triplo di quelli che l’hanno trascorso sui social (9,1%) e quasi il triplo di quanti hanno l’hanno trascorso con i videogame (10%).

Seppur il dato di per sé non ci dica dove i ragazzi li guardino, film e serie tv, la risposta alla domanda “Cosa preferisci tra Netflix e Amazon Prime Video?” è a dir poco eloquente, se consideriamo che addirittura l’81,1%, stando alle prime anticipazioni, esprime una preferenza per Netflix e solo il 12,3% dichiara di non usare nessuna delle due piattaforme globali di streaming.

Già, lo streaming: perché la “cultura on-demand” perfettamente rappresentata da un gigante come Netflix, e che al Dams della Link Campus studiamo nel corso di “Digital media and Internet entertainment”, sembra corrispondere in pieno alle esigenze della quarantena.

Netflix ci appare come un’autentica miniera di contenuti sempre nuovi da scoprire, un “serbatoio” potenzialmente infinito per alimentare il nostro bisogno di storie e di intrattenimento; un ricchissimo catalogo che ci permette di scegliere sempre che cosa guardare, quando guardarlo, senza dover sottostare a vincoli esterni alle nostre esigenze, e dove guardarlo – in famiglia se lo desideriamo, ma anche nel privato del nostro smartphone se lo preferiamo.

Va detto però che i ragazzi non sembrano trascorrere online la totalità del loro tempo, e anzi i dati preliminari forniti dall’Osservatorio Generazione Proteo ci restituiscono uno scenario mediale e una “dieta mediale” più articolati e più complessi, in cui ciascun medium sembra in qualche modo fare quello che gli riesce meglio. Così, i ragazzi non disdegnano affatto di affidarsi alla cara e vecchia televisione lineare quando si tratta di informarsi (52,8%), ma si rivolgono naturalmente ai social per continuare a coltivare quella socialità che il distanziamento ha modificato, ma non certo annullato (il 35,7% dichiara che i social permettono di sentirsi meno soli).

E i social tornano in qualche modo protagonisti quando si tratta di capire meglio quali sono le ragioni di una preferenza così marcata per Netflix. Se infatti per una netta maggioranza (58,4%) è l’opportunità economica (l’inclusione nell’abbonamento per le spedizioni Prime di Amazon) a motivare l’uso di Prime Video, la preferenza per Netflix è nettamente motivata dalla popolarità dei suoi contenuti: il 57,4%, infatti, dichiara di guardare Netflix perché “ci sono serie tv e film di cui si parla molto”.

E dov’è che, principalmente, se ne parla? Ma sui social, naturalmente. Su questo “parlare molto dei contenuti Netflix” possiamo fare almeno due osservazioni.

La prima: la cultura on-demand non è tutto. Anche nell’epoca della scelta, nell’epoca in cui possiamo vedere quello che vogliamo quando lo vogliamo, permane l’esigenza di continuare a vivere esperienze collettive, sincronizzate, condivise: quando finalmente esce su Netflix La casa di carta, lo vogliamo guardare insieme ad altri, vogliamo commentarlo, vogliamo discuterne, vogliamo sentirci parte di una comunità di gusti e di interessi.

La seconda: perché si parla tanto delle serie di Netflix? Perché sono migliori di altre? Forse. Perché sono più originali? Forse. Ma c’è sicuramente una ragione, tra le molte possibili, che non possiamo ignorare: perché Netflix sa fare marketing. Perché, proprio a partire dai social, Netflix detta la sua agenda, stabilisce i “must see” del momento, costruisce i suoi molti pubblici, orienta i trend, e alimenta con grande abilità quello che oggi chiamiamo “audience engagement”, il valore del coinvolgimento.

Ma allora, chi decide che cosa guardiamo? Su questo punto, i dati forniti dall’Osservatorio ci restituiscono uno scenario dove prevale una forte percezione di autonomia decisionale, o libertà di scelta. Solo il 2,9% dichiara di essere molto influenzato dai suggerimenti sulla piattaforma, mentre il 27,9% dichiara di non esserlo per nulla – a cui si somma un 43,3% che dichiara di esserlo poco.

E tuttavia: abbiamo mai pensato al fatto che la nostra home page è diversa da quella di ogni altro nostro amico? Che gli algoritmi ce la costruiscono e ricostruiscono ogni giorno sulla base di tutte le nostre anche minime interazioni? Che ci sono contenuti che vediamo ripetersi più e più volte, e altri che non appaiono a meno di non andarli a cercare? Che l’intero catalogo di Netflix nessuno di noi lo vedrà mai, perché non possiamo accedervi se non attraverso i filtri che sono stati predisposti?

Proprio mentre finisco di scrivere questo articolo, come se l’avessi evocato, Netflix mi manda una mail: “Vuoi guardare Netflix, stasera? Guarda uno dei titoli scelti per te”. E allora vi propongo un gioco: no, non guardiamo Netflix stasera. Proviamo a uscire dalla “bolla” e, per farlo, divertiamoci a usare le stesse strategie di raccomandazione e orientamento che Netflix utilizza per guidarci nel suo catalogo.

Eccovi, allora, una serie di titoli da provare su altre piattaforme, consigliati come ve li consiglierebbe Netflix. Buon viaggio fuori dalla bolla!

 

Killing Eve – TIM Vision

Sandra Oh, la dott.ssa Cristina Yang di "Grey's Anatomy", è Eve, un’agente dell’MI5 sulle tracce di una killer seducente e spietata. Una caccia appassionante che si trasformerà in ossessione…

Generi: Drammi TV di genere crime, thriller TV, serie TV britanniche

Caratteristiche: Suspence, tensione crescente, protagoniste femminili forti

Perché hai guardato Grey's Anatomy, Orange Is the New Black, Russian Doll

 

The Good Fight – TIM Vision

L’atteso spin-off di “The Good Wife” con protagonista Diane Lockhart, avvocatessa dal carattere forte e risoluto, liberale convinta, da sempre schierata in favore delle donne.

Generi: Serie TV americane, drammi TV

Caratteristiche: Intellettuale, spiritoso, avvincente

Perché hai guardato The Good Wife, Suits, Le regole del delitto perfetto

 

Tales of the Loop – Amazon Prime Video

Una serie corale visivamente emozionante che racconta la vita quotidiana di una piccola comunità ai bordi del Loop, una macchina straordinaria costruita per esplorare i misteri dell’universo.

Generi: Fantascienza TV, thriller TV, drammi TV

Caratteristiche: Inquietante, profondo, emozionante

Perché hai guardato Black Mirror, Dark, Mad Men

 

Upload – Amazon Prime Video

Nel 2033 le persone vicine alla morte possono essere uploadate in “paradisi” virtuali. Il protagonista Nathan ha un incidente e la sua ragazza lo fa uploadare, ma non tutto è come sembra…

Generi: Fantascienza TV, thriller TV, gialli e misteri TV

Caratteristiche: Spiazzante, avvincente, ingegnoso

Perché hai guardato Black Mirror, Altered Carbon, The Good Place

 

The Morning Show – Apple TV+

Alex Levy e Mitch Kessler conducono “The Morning Show”, un popolarissimo programma di notizie. La loro vita e quella di tutta la troupe viene sconvolta quando il giornalista viene accusato di molestie sessuali.

Generi: Drammi TV, serie TV americane

Caratteristiche: Avvincente, emozionante, intellettuale

Perché hai guardato Unbelievable, When They See Us, Friends

 

For All Mankind – Apple TV+

Cosa sarebbe accaduto se il primo uomo a sbarcare sulla Luna non fosse stato un americano, ma un russo? Dall’autore di “Battlestar Galactica”.

Generi: Drammi TV, serie TV americane

Caratteristiche: Intellettuale, profondo, spiazzante

Perché hai guardato Battlestar Galactica, Altered Carbon, The Killing

 


Tags

#PROTEOBRAINS2020 | coronavirus | corso di laurea dams | covid-19 | dams | Generazione Proteo | serie tv | valentina re