MedFilm Festival. Il corto Le Petite, esempio di dialogo interculturale.

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Recensione di Sharon Longhitano

Sharon Longhitano, studentessa del DAMS alla Link Campus University, ha fatto parte della giuria di MedFilm Festival, il primo e più importante evento in Italia dedicato al cinema del Mediterraneo, che si è tenuto dal 9 al 15 novembre.

Dopo un'accurata visione di tutti i contenuti audiovisivi in lista, devo dire che quello che mi ha più colpito è stato "Le Petite".

Questo cortometraggio parla di una bambina, molto solare, di nome Petite. Una ragazzina, l’unica bambina del suo villaggio, che vaga nel bel mezzo del deserto del Sahara inventando giochi in un’oasi che sta morendo. Un giorno, scopre un luogo abitato da persone cieche: sono gli ultimi superstiti del test “Gerboise Bleue”, un esperimento effettuato in Algeria da parte della Francia.

Mi sono appassionata a tutte le storie presenti ma quella di Amira Géhanne Khalfallah è stata davvero qualcosa che mi ha fatto accapponare la pelle.

Non solo è, secondo me, quello che rientra nella sezione "dialogo interculturale" ma ha una scenografia bellissima con quel deserto che non è assolutamente facile da riprendere e gestire; gli attori bravissimi soprattutto la giovane Donna: ha riempito tutto quello spazio enorme da sola e stando per la maggior parte del tempo in silenzio.

Mi è piaciuto anche come hanno fatto le riprese, le inquadrature e la fotografia: essendo appassionata in particolare di quest'ultima, le ho trovate davvero molto belle ed interessanti.

La cosa che mi ha lasciato più il segno è stata la "sorpresa": non mi aspettavo che trattasse quel tema, ero proiettata da tutt'altra parte ed invece alla fine, negli ultimi 3 minuti si direziona verso un altro tema del tutto inaspettatamente.

Conoscevo quello che è successo in Algeria e cosa c'entrasse la Francia avendo molti amici magrebini ma non mi ero mai spinta tanto a sapere di preciso cosa fosse accaduto davvero, lo sapevo in generale; invece dopo questo cortometraggio ho fatto moltissime ricerche ed è stato molto stimolante.

Questo a parer mio è la cosa fondamentale di qualcosa "artistico": deve sorprenderti (in meglio, ovviamente) e lasciare qualcosa dentro che come diceva Ejzenstejn: deve farti sentire pronto da alzarti e rivoluzionare il mondo.

E’ stata davvero una bellissima esperienza aver preso parte alla giuria della 26° edizione di MedFIlm Festival, purtroppo avvenuta online per ovvi motivi.

Ho trovato comunque interessante visionare tutti i film presenti, prendere appunti sui vari temi, vedere come le tradizioni dei paesi di tutto il mondo si rapportano all’oggi, alla nostra attualità che tutti noi viviamo.

Quindi, ringrazio davvero di avermi dato l’opportunità di rendermi in qualche modo stimolante agli occhi di altri usi e costumi, di essere stati così disponibili e garbati da seguirci passo dopo passo con il nostro lavoro da giurati.

Spero che l’anno prossimo anche essendo uscita e laureata (almeno spero) possa in qualche maniera partecipare e dare il mio contributo in un settore che rende l’Italia, ma un po' tutto il mondo, unico nel suo genere: l’arte.

Ringrazio ancora molto tutti per la collaborazione.

Sharon Longhitano


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