Nuova via della seta. L'impegno di Link Campus University 

Nuova via della seta
E' partito da Venezia l'impegno di Link Campus University sul grande progetto cinese della Nuova Via della Seta. Il Prof. Vincenzo Scotti, Presidente di Link Campus University, è intervenuto - sabato 20 gennaio - al seminario internazionale dal titolo "THE EUSAIR MACROREGIONAL STRATEGY FOR TOURISM AND TRANSPORT: THE MARITIME WESTERN SILK ROAD OPPORTUNITIES" organizzato da EUSAIR - EU Strategy for the Adriatic and Ionian Region.
In tale occasione, conclusa dal Ministro Claudio De Vincenti, il Prof. Scotti ha richiamato alcuni punti preliminari e necessari per maturare un approccio politico e globale alla Nuova Via della Seta, da intendersi come progetto strategico. Dentro tale progetto, infatti, vi è tutto l'interesse cinese a guardare al mondo; sbaglieremmo se riducessimo il progetto a qualcuno dei suoi aspetti. Certo, in questo vi è tutta la difficoltà a tenere insieme ambiti e visioni diverse, attività che hanno tempi di elaborazione e di maturazione differenti. Ciò che è importante, ha sottolineato il Prof. Scotti, è legare le ragioni storiche con quelle strategiche, di sguardo al futuro; per fare questo è fondamentale una stretta collaborazione inter-universitaria (Cà Foscari e L'ink Campus, ciascuna con le proprie caratteristiche, sono coinvolte) e una grande alleanza tra tutti i soggetti, istituzionali e non.
Il primo passo è cercare di conoscere la Cina in profondità. Link Campus, con Scrinium e la Biblioteca Nazionale Marciana, condivide una grande iniziativa culturale; la prima edizione critica del testamento di Marco Polo del 1323; egli, insieme a figure come Matteo Ricci (e altri grandi gesuiti come Martino Martini), ci ha lasciato tracce straordinarie che - con l'utilizzo di tecnologie di avanguardia nel campo del recupero e della valorizzazione del patrimonio culturale - abbiamo la responsabilità di tramandare alle future generazioni.

Nel contesto del seminario è stata presentata in anteprima un’installazione interattiva curata dai ricercatori del Dasic, Dipartimento di ricerca di innovazione sociale e nuove tecnologie digitali della Link Campus University. L’installazione,  attraverso l’utilizzo di tecnologie interattive e prendendo spunto da alcuni oggetti presenti nel Testamento, ha l’obiettivo di far scoprire, al visitatore, Marco Polo e i suoi viaggi attraverso una esperienza interattiva e immersiva.

Il testamento di Marco Polo, infatti, è un documento prezioso, non solo perché l’unico oggetto rimasto a testimoniare l’esistenza del Grande Veneziano, ma anche perché  permette di scoprire particolari inediti della sua vita e dei suoi viaggi. Tra i vari lasciti testamentari figurano dei beni lasciati alle tre figlie Fantina, Belella e Moreta ed è proprio sulla natura e sulla provenienza di questi beni che si è concentrato il lavoro degli storici per ricostruire i legami geografici e culturali con i viaggi compiuti da Marco Polo in Oriente.

L’installazione, partendo da tre tessuti, permette al visitatore di immergersi nel racconto delle vicende che hanno condotto questi meravigliosi oggetti dal lontano Oriente fino a Venezia, alla casa di Marco Polo, mostrando connessioni non solo tra luoghi lontani ma anche tra passato e presente.

Il seminario ha toccato i temi del turismo e del rafforzamento e integrazione delle attività logistiche, in particolare portuali, per riuscire a rispondere a quella che è stata giustamente definita, in positivo, la "sfida cinese". Nel mondo che cambia, infatti, la Cina rappresenta un player fondamentale, un attore centrale a tutti gli effetti; quel Paese-continente, e la sua classe dirigente, integra una cultura millenaria e una grande capacità di visione. A che punto è l'Europa ? Questa è la domanda rimasta sullo sfondo di molti degli interventi.